Page 183 - Rassegna 2019-2
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PANORAMA DI


                                               GIUSTIZIA MILITARE



                                                 La rilevanza delle ingiurie verbali a sfondo
                                                 sessuale nel diritto penale militare

                                                 Nota a: Cassazione, Sezione Prima Penale, 18
                          Consigliere            dicembre 2018 - 4 marzo 2019, n. 09386/19
                        Antonio SABINO           (Rigetta  il  ricorso  avverso:  Corte  Militare
                  Procuratore Militare della Repubblica    d’Appello 24 gennaio 2018)
                  presso il Tribunale Militare di Roma

                                                 Reati contro la persona - Ingiuria militare - Frasi sprez-
                                                 zanti e volgari attinenti alla sfera sessuale del destinatario -  PANORAMA DI GIUSTIZIA MILITARE
                                                 Lesione dell’onore e del decoro - Sussistenza del reato.

                     Configura il reato di ingiuria militare di cui all’art. 226 c.p.m.p. rivolgere ad altri, in
               sua presenza, frasi dal contenuto volgare e di tenore sprezzante che colpiscono la sfera sessuale
               del destinatario (nel caso di specie l’agente si era rivolto alla persona offesa invitandola a com-
               piere un particolare rapporto sessuale con altro soggetto anch’egli presente).

                     È noto che il D.Lgs. 16 gennaio 2016, n. 7 ha abrogato il reato di ingiuria
               previsto dall’art. 594 c.p., trasformandolo in illecito civile.
                     In questa Rassegna è stato già dato ampio e meritato risalto  alla importante
                                                                           (1)
               decisione  con cui la Corte Costituzionale ha affermato la perdurante legittimità
                        (2)
               costituzionale del corrispondente reato militare di cui all’art. 226 del codice di
               pace, che sanziona le condotte offensive dell’onore e del decoro poste in essere
               tra militari, anche quando queste non configurino i reati di insubordinazione o
               abuso di autorità in applicazione dei criteri di cui all’art. 199 dello stesso codice.
                     Si  ritorna,  quindi,  su  un  tema  già  per  molti  aspetti  trattato,  tuttavia  la
               recentissima sentenza in commento apre il campo ad una serie di ulteriori inte-
               ressanti implicazioni, che riguardano non solo gli aspetti differenziali tra diritto
               penale comune e militare ma, più in generale, coinvolgono ancora una volta e
               sotto peculiari profili il tema della dignità della persona e di come questa sia per-
               cepita come valore meritevole di tutela in un contesto globalizzato permeato di
               riferimenti culturali sempre più incerti.

               (1)   G.  MAZZI,  Il  reato  di  ingiuria  tra  militari  supera  l’esame  della  Corte  Costituzionale,  in  questa
                     RASSEGNA DELL’ARMA DEI CARABINIERI, n. 4/2017, pagg. 165 e ss.
               (2)   Corte Costituzionale, sentenza n. 215 del 27 settembre 2017.

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