Page 203 - Rassegna 2018-1_2
P. 203

SISTEMA PENALE MILITARE, DIRITTI UMANI E FORZE ARMATE


                    È chiaro, a questo punto, che la legge penale militare e il ruolo di chi è
               chiamato a qualsiasi titolo ad applicarla si proiettano in un orizzonte di senso
               che supera i limiti di una malintesa graduatoria tra reati più o meno gravi, e
               ritrova nella tutela della dignità della persona umana - anche e, direi, soprattutto
               quando veste l’uniforme - la ragione ultima di ogni sua azione.
                    Ed è altrettanto ovvio che una chiara percezione della dignità della perso-
               na, nella sua dimensione di principio fondamentale e irrinunciabile, riverbera i
               propri positivi effetti anche sul concreto svolgimento del servizio di giustizia e
               di giustizia militare in particolare, rivelandosi come la bussola che consente di
               trovare il difficile punto di equilibrio tra i principi del garantismo, il rigore con-
               naturato all’applicazione della legge penale e le esigenze del contesto militare.
                    Il magistrato, soprattutto quello del pubblico ministero, è chiamato a com-
               piere il massimo sforzo perché, nella doverosa ricerca della verità, sappia inter-
               pretare il proprio ruolo al servizio della giustizia, guidato dalla consapevolezza
               che il rispetto della dignità della persona umana deve costituire il valore cardine
               del suo agire quotidiano. Si troverà così al riparo dai condizionamenti di una
               società i cui meccanismi relazionali e di comunicazione sembrano relegare tutto
               e tutti in una dimensione di mera apparenza e sarà in grado di arginare le pos-
               sibili devianze dell’attività giudiziaria, sempre soggetta al rischio di deragliare
               verso inaccettabili forme di strumentalizzazione della persona.
                    Certo, non si può evitare di osservare che la tutela di alcuni diritti fonda-
               mentali specificamente emergenti in ambito militare oggi presenta lacune che
               sarebbe opportuno colmare. Ad esempio le condotte illecite lesive della sfera
               sessuale, poste in essere tra militari, anche in contesti legati al servizio, vedono
               il sovrapporsi di diverse fattispecie, tra di loro non coordinate, di competenza
               in parte del giudice militare in parte di quello ordinario, con conseguente diffi-
               coltà nella qualificazione giuridica dei fatti e nella individuazione della compe-
               tenza giurisdizionale, fattori che incidono in modo negativo sulla efficacia della
               tutela, che ne rimane inevitabilmente affievolita.
                    Analoghe incongruenze si manifestano a causa della mancanza di una fat-
               tispecie penale militare che faccia fronte in modo più specifico ai casi di stalking
               che, quando si insinuano in un contesto militare, assumono caratteristiche e
               forme di manifestazione del tutto peculiari, meritevoli di specifiche previsioni.


                                                                                        201
   198   199   200   201   202   203   204   205   206   207   208