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CONTRIBUTI DI DOTTRINA SULLA GIUSTIZIA MILITARE
che particolari manifestazioni della dignità della persona .
(4)
Quando la Corte àncora la decisione: “oltre che all’esigenza di tutela delle
persone in quanto tali, anche all’obiettivo di tutelare il rapporto di disciplina
inteso come insieme di regole di comportamento, la cui osservanza è strumen-
tale alla coesione delle Forze armate e, dunque, ad esigenze di funzionalità delle
stesse”, fa una precisa scelta di campo, nel senso di ritenere che all’interno delle
Forze armate il rispetto della dignità umana, riconosciuto come radice dei diritti
della persona, deve essere salvaguardato come valore che trascende il livello pri-
vatistico dei rapporti interpersonali (a cui è stato relegato nella legislazione
comune dalla riforma adottata con il D.Lgs. n. 7/2016), per elevarsi ad elemen-
to strutturale dell’organizzazione militare, meritevole di specifica rilevanza
penale, alla luce delle peculiari finalità di rango costituzionale perseguite.
L’affermazione della compatibilità costituzionale del reato militare di ingiuria,
anche al di là della riconducibilità dei fatti al servizio e alla disciplina, non solo, quin-
di, definisce i margini formali di legittimazione per il legislatore nello stabilire un
trattamento differenziato per i soggetti in armi, ma pone in evidenza che l’onore e
il decoro sono beni che nei rapporti tra militari assumono un rilievo ulteriore, che
li rende meritevoli di tutela penale. A ben vedere, si tratta di un totale ribaltamento
di prospettiva: la specialità della legislazione penale militare, spesso vista in modo cri-
tico come causa di separatezza e di compressione di diritti, diventa strumento perché
proprio i diritti, e quelli fondamentali in particolare, trovino piena realizzazione per
un verso nella esemplarità di un’organizzazione pienamente rispettosa della dignità
della persona e, per altro verso, nella compattezza ed efficienza di un apparato fedele
anche al proprio interno al senso della mission che la Costituzione gli affida.
Anche i tipici reati contro il servizio e la disciplina - la cui concreta carica
di offensività pare essere percepita in misura sempre più affievolita - se visti
nella loro funzione portante di un assetto organizzativo orientato verso la tutela
di diritti fondamentali, assumono una coerente e comprensibile collocazione
nel panorama delle condotte penalmente rilevanti.
(4) - Questo, infatti, è un concetto che trova riscontro non solo nella giurisprudenza, che lo usa
spesso per valutare la portata ingiuriosa delle espressioni o degli atti rivolti contro la persona
offesa, ma anche nella testuale formulazione della parte precettiva dei reati di insubordinazio-
ne e abuso di autorità mediante ingiuria, i quali utilizzano, tra gli altri, proprio il termine “digni-
tà” per descrivere il bene giuridico protetto.
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