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TRIBUNA DI STORIA MILITARE


                       In  settembre  Imbert  divenne  pure  depositario  dei  dispacci  trasmessi  a
                  Luigi XVIII dal suo incaricato d’affari presso le corti tedesche, affidatigli dal
                  barone François Hüe (1757-1819), costretto a lasciare amburgo dopo il bom-
                  bardamento di Copenhagen (16 agosto-5 settembre) .
                                                                     (90)
                       trasferito in seguito nella prigione parigina della Force, Imbert ottenne il
                  confino  a  digione  e,  dal  marzo  1813,  a  marsiglia.  Caduto  napoleone,  il  31
                  dicembre 1814 ottenne la promozione a contrammiraglio onorario, ma l’Home
                  Secretary e privy Council gli impedirono di mettere piede in Inghilterra da cui
                  reclamava duecento mila franchi .
                                                  (91)
                       durante  i  Cento  Giorni  fuggì  a  Bruxelles,  contraendo  nuovi  debiti;  e
                  dopo  Waterloo  aggredì  fisicamente  il  povero  Cooke,  incontrato  per  caso  a
                  parigi, davanti al palais-royal, trascinandolo all’ambasciata britannica, residen-
                  za di Castlereagh, che ovviamente non lo ricevette, ma gli scrisse poi in toni
                  cortesi .
                         (92)
                       Fra il 1815 e il 1822 Imbert attraversò un periodo infernale, punteggiato
                  di petizioni, ricorsi, enfatiche denunce di iniquità e complotti ai suoi danni dai
                  cui emerge sia pure confusamente la sua autobiografia.
                       accusato di delazione e tradimento della causa monarchica, privato del
                  grado poi restituito nel 1819, inseguito dai creditori, fu arrestato nel 1818 e
                  detenuto per tre anni nella prigione per debitori di Ste-pélagie (dove, duran-
                  te i moti del giugno e agosto 1820, fu provocato dai detenuti bonapartisti,
                  accusato di non essere mai stato a tolone nel 1793, sfidato a botte da un
                  energumeno e infine denunciato per aver aggredito, nella guardiola del por-
                  tiere, il ras del carcere, un usuraio brabanzone che non voleva restituirgli il
                  pegno).
                       nulla finora risulta circa il resto dei suoi giorni, se non che, nel 1842, ebbe
                  pubbliche esequie .
                                   (93)
                  (90) - Imbert, Colloque obligé, cit., pag. 108. da un accenno di Imbert [pag. 59, «thoningue»] sembra
                       che risiedesse a tönning nello Schleswig-Holstein.
                  (91) - Baron d’Imbert appeal against deportation, 1815 [national Council, privy Council, pC
                       1/4071].  «Imbert»,  Biographie  des  hommes  vivants,  paris,  michaud,  1817,  III,  pag.  443-444.
                       Imbert, Colloque obligé, cit.
                  (92) - Imbert, Colloque obligé, cit., pagg. 31-33.
                  (93) - Cottin, op. cit., pag. 113.

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