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L’AFFAIRE DUBUC - 1787-1805. BONAPARTE, L’INDIA E LE SPIE


                    non seguì tuttavia alcun pagamento e, pressato dai creditori con crescente
               insistenza, in aprile scrisse direttamente al War Secretary Lord Camden (John
               pratt, 1759-1840) .
                                (85)
                    Lasciando  il  ministero,  Cooke  gli  scrisse  di  rivolgersi  ad  Howard,  ma
               Imbert si rivolse a Lord William Wyndham (1750-1810), tornato War Secretary
               nel governo di tutti i talenti. Wyndham nominò una commissione per occu-
               parsi del caso, il cui presidente scrisse a Imbert il 26 settembre che lo avrebbe
               esaminato al suo ritorno a Londra.
                    passarono altri mesi durante i quali Imbert spedì in Francia altri agenti: il
               maresciallo di campo visconte roch-Hyacinthe du Hautoy (1731-1814), Stuart,
               plagne(s), Michel e altri . Finché nel maggio 1807, in base a una imprecisata
                                      (86)
               denuncia anonima, l’alien office - un vero e proprio servizio segreto con fun-
               zioni analoghe a quelle dei futuri S.o.e. e m.I.5/6 (87)  - non fece irruzione a casa
               di Imbert sequestrandogli tutte le carte e fino all’ultimo penny e lo imbarcò,
               insieme  ad  un  giovane  nipote,  al  segretario  Barthélémy,  e  a  due  aiutanti  di
               campo, per altona, dove risiedevano parecchi emigrati . Costoro erano una
                                                                      (88)
               preziosa  fonte  informativa  monitorata  dal  ministro  francese  ad  amburgo,
               Louis antoine Fauvelet de Bourrienne (1769-1834), il quale scriveva il 17 ago-
               sto alla polizia che Imbert «cherch[ait] à obtenir sa grâce», dando ragguagli e
               consulenze .
                          (89)

               (85) - Cover note for a memorial from le Baron d’Imbert requesting that his expenses should be
                    paid for the secret mission he carried out for the government, to mr edward Cooke, 19 april
                    1806.  [Kent  History  and  Library  Centre  pratt  manuscripts,  Correspondance,
                    U840/C205/5].
               (86) - Imbert, Colloque obligé, cit., pagg. 108: «j’y ai fait passer successivement, du 1er mai 1803 au
                    1er mai 1807, mm. Le général dubuc, rossolin, Cocampot, le chevalier de l’aa, le comte
                    duhautoy, Stuart, plagne, michel et autres». Pétition, pag. 107.
               (87) - elizabeth Sparrow, «the alien office, 1792-1806», Historical Journal, 33, 1990, pagg. 361-384;
                    J. r. dinwiddy, «the use of the Crown’s power of deportation under the alien act 1793-
                    1826», Bulletin of  the Institute of  the Historical Research, 41, 1968, pagg. 193-211.
               (88) - Imbert, Colloque obligé, cit., pagg. 14-19. arrestati a Londra e sbarcati ad altona Imbert, e i
                    suoi agenti plagne e Barthélémy, già «commis aux revenues» sulla flotta di tolone e «très
                    mauvais sujet» che aveva lasciato la moglie in Francia [Police, III, n. 677, pag. 256 (25 maggio
                    1807): n. 699, pag. 263, (2 giugno)].
               (89) - Police, III, n. 949, pag. 343 (27 agosto). Cfr. pure n. 1046, pag. 379 (29 settembre); n. 1186,
                     pag. 443; IV, n. 92, pag. 40 (4 febbraio 1808); n. 284, pag. 133 (10 aprile 1808).

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