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TRIBUNA DI STORIA MILITARE


                       nell’interrogatorio parigino dell’aprile 1805 rossolin definì i suoi superio-
                  ri «le triumvirat des toulonnais», composto (nell’ordine) da de Grasse, Imbert
                  e Chaussegros , ma in realtà Imbert era inviso agli altri ufficiali superiori tolo-
                                (60)
                  nesi.  nell’aprile  1804  costoro  scrissero  infatti  alla  tesoreria  britannica  una
                  lunga denuncia contro Imbert, «né avec une imagination très vive et peut-être
                  avec trop d’ambition», accusandolo di voler sconvolgere la gerarchia arrogan-
                  dosi  titoli  di  comando  e  anzianità  «qu’il  n’[avait]  jamais  eu»  e  brigando  per
                  modificare l’amministrazione degli emigrati [suggerendo ad Howard di accen-
                  trare il versamento dei sussidi per costringerli a trasferirsi tutti a Londra, dove
                  il caro vita li avrebbe impoveriti e resi più docili], allo scopo di «semer la zizanie
                  et la discorde chez les toulonnais», minacciando gli uni «du poids de son crédit»
                  e confondendo gli altri «pour s’en faire des créatures», persuadendoli di poter
                  migliorare la loro condizione e far loro «obtenir des graces» .
                                                                            (61)
                       Ben  pochi  furono  peraltro  i  tolonesi  che  abboccarono  all’amo.  oltre
                  rossolin e Cocampot (che del resto pare ci avesse poi ripensato) risulta solo,
                  per sua disgrazia, il cavalier andré de l’aa [Laa], uno dei due ufficiali del vascel-
                  lo Apollon scampato all’esecuzione da parte dei giacobini di rochefort .
                                                                                      (62)
                       Il  3  gennaio  1804  Laa  sbarcò  a  morlaix  dal  parlamentario  Friends
                  Goodwill , sotto la falsa identità di «andré michel, cuoco». Il 20 febbraio, a pau,
                          (63)
                  sua città natale, ottenne un passaporto commerciale per la Spagna, ma il 30 apri-
                  le, di nuovo a Londra, riferiva che a morlaix si stava formando una mezza bri-
                  gata irlandese (64)  e di aver incontrato a rochefort il collega Lamothe, un altro


                  (60) - Police, n. 1554, pag. 500 (1° luglio 1805).
                  (61) - Lettera di Chaussegros, Féraud, poulain, Cazotte e de Grasse «aux très honorables Lords de la
                       trésorerie», s. d. ma inoltrata da John Sargent, Joint Secretary to the treasury con lettera del
                       14 aprile 1804 [the national archives, Kew, Home office, Ho 42/75/107 Folios 272-279].
                  (62) - Imbert,  «première  restauration  du  trône  légitime»,  pag.  26,  nt.  1  [in  calce  al  Colloque  obligé].
                       Secondo la polizia, invece, Laa era sulla perle come rossolin e Lamothe [Police, n. 1554, pag. 499].
                  (63) - Police, n. 1581. oltre al “cuoco michel” sbarcarono un taffard di Bordeaux, tenente del cor-
                       saro  L’Aventure,  e  16  ufficiali  dei  generali  Jean-François-Xavier  noguès  (1769-1808)  e
                       Jacques-polycarpe morgan (1759-1843), catturati nel 1803, rispettivamente il 22 giugno a S.
                       Lucia e il 30 giugno a bordo della fregata La Créole che portava rinforzi a Santo domingo.
                       Cfr. Louis de Caluwe, Notice sur le général de Division Noguès, Lieutenant-Général du roi d’Hollande,
                       paris, porthmann, 1806.
                  (64) - John G. Gallaher, Napoleon’s Irish Legion, Southern Illinois U. p., 1993.

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