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L’AFFAIRE DUBUC - 1787-1805. BONAPARTE, L’INDIA E LE SPIE
amburgo munito di regolare passaporto inglese . Spedita la lettera di Imbert,
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proseguì per Bruxelles, arrivando a parigi il 1° giugno, lo stesso giorno dell’ese-
cuzione dei suoi complici e in cui la posta recapitava la lettera che lo incastrava.
preso alloggio in «rue de la Jussienne 434» (alle Halles) , Laa consegnò [o piut-
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tosto fece consegnare] la fiala alla domestica di dubuc, già terrorizzata dall’ar-
rivo della lettera . appresa poi la fine dei complici, il 5 giugno partì precipito-
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samente per Bordeaux, forse per chiedere aiuto a Lamothe. allertata dalla let-
tera di Imbert decifrata al tempio il 1° giugno, la polizia si era però già messa
sulle tracce del «cuoco michel», e il 10 giugno Laa fu arrestato dal commissaria-
to generale di Bordeaux prima di arrivare in città .
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Sulle prime Laa negò di conoscere Imbert, dubuc e rossolin, facendo
rilevare di essere tornato con regolare passaporto rilasciato a suo nome, ma alla
fine dovette ammettere la missione del 1804 e infine quella del 1805. decisiva
fu la sua bassa statura - secondo la polizia francese, non arrivava al metro e
mezzo («Laa n’a pas cinq pieds» ) - che sembrava collimare con il passo della
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lettera di Imbert in cui il cuoco michel veniva indicato come «ce bon petit
homme», (termine ambiguo ma interpretabile come riferito all’aspetto fisico).
(75) - Police, n. 1478, pag. 476 (14 giugno). Suo compagno di viaggio era tale rosenberger, sedicente com-
messo viaggiatore della musikhaus andré di offenbach, fondata dal compositore e pianista
Johann andré (1741-1799), che nel 1799 aveva acquistato dalla vedova i 270 manoscritti di mozart.
La polizia sottolineava che ad offenbach erano rifugiati il governatore del duca d’enghien e il
cappellano del principe di Condé, protetti dal barone Wolfgang von Goldner (1764-1837),
ministro delle case principesche renane e regista e reggente dell’Unione di Francoforte.
(76) - Police, n. 1457, pag. 468 (8 giugno).
(77) - Police, n. 1554, pag. 500. «Il est arrivé à paris le 12 prairial (1° giugno), et c’est précisément ce
même jour, ou le lendemain, que l’individu chargé des commissions de d’Imbert a apporté
et laissé dans la maison de dubuc la fiole d’encre sympathique annoncée par d’Imbert. Il est
vrai que la servante, à laquelle la fiole a été remise, n’a pas pu affirmer, à la confrontation
avec Laa, que ce fût bien celui qui la lui eût apportée. mais elle avait annoncé d’avance qu’elle
était si troublée de voir encore ce jour-là de nouvelles commissions pour dubuc, qu’elle
n’était pas sûre de pouvoir reconnaître le porteur si on le lui présentait»; n. 1581, pag. 510
«c’est précisement dans les quatre jours de Laa à paris que la fiole, dont était porteur le pré-
tendu michel, a été remise à l’adresse de dubuc». Cfr. pure n. 1478, pag. 476.
(78) - Police, n. 1478, pag. 476 (14 giugno). L’identificazione di Laa col cuoco michel è però messa
in dubbio da una nota dei servizi prestati da Imbert, dove vengono citati come persone
diverse [Imbert, Colloque obligé, cit., pag. 108].
(79) - Police, n. 1581, pag. 510.
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