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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
La legge del 1877 prese ben presto ad essere criticata, soprattutto perché le
sperate ricadute attive non si vedevano; mancavano soprattutto gli investimenti
privati, sia per scarsezza di capitali sia per cattiva volontà di esporsi. Il di Bérenger,
che considerava insufficiente una politica forestale di conservazione e ne auspicava
una diversa ben più dinamica, bollò la legge come “perfettissima utopia”. E tra i
contemporanei anche Simona Greco critica gli aspetti della normativa che accen-
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tuarono “l’aspetto essenzialmente negativo (ovvero del vincolo), mentre le neces-
sità dell’ambiente economico e sociale avrebbero richiesto che l’intervento statale
si manifestasse principalmente in senso positivo, rivolgendolo soprattutto a rimuo-
vere le cause che avevano portato alla distruzione del bosco”.
Ma una nuova stagione si sarebbe aperta per la selvicoltura italiana. Nel
1898, per iniziativa del prof. Guido Baccelli, ministro dell’Istruzione del governo
Pelloux, venne celebrata la “Festa degli Alberi”, che lo stesso Baccelli definì “la
vera, la propria festa del popolo; è la festa che lascia orme profonde di gentilezza,
facendo assurgere a un dovere sacro e supremo il concetto della conservazione
delle selve, poiché è materia di ordine sociale ed economico, poiché offre al popo-
lo salutari ammaestramenti di civiltà e di progresso”. Nel segno di questa festa,
istituzionalizzata con il R.D. 2 febbraio 1902 e poi sempre confermata da succes-
sivi provvedimenti, si è sviluppata la storia nazionale delle foreste. Nel 1951 il
ministero dell’Agricoltura e delle Foreste ne fissò la data al 21 novembre di ogni
anno, con la possibilità per i Comuni di alta montagna di celebrarla il 21 marzo.
Il nome del Baccelli va ricordato anche in rapporto all’istruzione degli
operatori di settore. L’Istituto di Vallombrosa, presso il quale venivano tenuti a
beneficio degli ufficiali corsi triennali che divennero quadriennali a partire del
1888, assicurava quella di livello superiore, ma una adeguata preparazione dei
quadri inferiori era complicata dal fatto che nel secolo XIX sottufficiali e guar-
die potevano essere analfabeti.
Nel 1899 il Comune di Cittareale - allora ancora in provincia de L’Aquila,
ma passato in seguito a Rieti - offrì al Ministero il fabbricato di un ex convento
da destinare a una scuola per la preparazione delle guardie forestali. L’ispettore
forestale Cesare Mainardi sostenne la proposta presso l’Amministrazione cen-
(3) - S. GRECO, Una foresta di carte. Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale,
Roma, Stato Maggiore Difesa-Ufficio Storico, 2017, pagg. 38-46.
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