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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Nello stesso periodo anche il Regno delle Due Sicilie soffriva per le pro-
prie foreste problemi ancora peggiori di quelli del Piemonte, complicati ulte-
riormente da questioni locali.
Ludovico Bianchini ricorda, per quanto concerne il demanio della Sila, il
fallimento del Decreto 2 luglio 1810 che per costruire abitazioni stabiliva che i
materiali “si prendano dalle foreste che ci sono”, le quali foreste erano state sot-
toposte ad un tale saccheggio che delle 35mila moggia appartenenti allo Stato
(1)
nel 1792, ne restavano al governo soltanto cinquemila.
Nel maggio 1810, a Napoli, si decise di agire contro le ruberie e l’invaden-
za illegittima, la cui opera era stata esiziale: si erano prodotti gravi danni alle
foreste “per l’inconsideratezza di render coltivati e tagliare i boschi ov’eran di
troppo necessari gli alberi” e poiché i divieti non venivano osservati, “essendo
i boschi del demanio dello Stato e de’ Comuni esposti a danni, tagli, e a sottra-
zione di legna che vi faceano le private persone”, una legge del 20 gennaio 1810
istituì un’azienda particolare dello Stato, chiamata “Amministrazione generale
delle acque e foreste”, che dipendeva dal Ministero delle finanze e aveva com-
petenza sui “domini al di qua del Faro”, ossia sulla parte continentale del
Regno. Essa doveva “curare tutto ciò che fosse necessario alla conservazione,
al modo della coltura, e del taglio” e a tutti i miglioramenti utili, con particolare
attenzione al trasporto del legname e alle situazioni di proprietà mista o indivisa
tra Stato, Comuni e privati.
Venne anche promesso un codice per le foreste, ma la sola misura adottata
fu la condanna a un’ammenda corrispondente al danno prodotto “pei boschi
devastati e dissodati dai loro proprietari”. Furono previsti incentivi per i pro-
prietari che avessero piantato più di centocinquanta nuovi alberi. Tra il 1811 e
il 1819 ulteriori provvedimenti fissarono modalità di vendita degli alberi desti-
nati alla costruzione delle navi e ad altri usi pubblici: quelli per la Marina sareb-
bero stati marchiati; nel 1812 venne effettuato un taglio straordinario per le
necessità della flotta e un altro nel 1819, ma questo fu occasione di troppo zelo
e di soprusi, per cui il 21 agosto 1826 una nuova legge distribuì foreste, boschi
e terreni saldi in tre ordini:
- il primo comprendeva quelli dello Stato, la cui custodia e conservazione
(1) - Il moggio napoletano, fino al 1840, corrispondeva a 3.364,86 metri quadri.
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