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FORESTE E FORESTALI


               era delegata alla Direzione generale delle foreste;
                    - il secondo includeva quelli dei Comuni e altri soggetti pubblici, su cui la
               Direzione esercitava la vigilanza;
                    - il terzo riguardava la proprietà privata, su cui pure vigilava la Direzione
               per impedire disboscamenti e dissodamenti.
                    Erano infatti questi a preoccupare di più perché minavano la solidità del
               terreno e potevano produrre disastri. Non si trattava di timori infondati, poiché
               “si  coltivarono  ovunque  le  sommità  dei  monti,  e  in  altri  siti  si  tagliarono  i
               boschi, e si dissodò il terreno, ove saldo esser dovea. Per siffatte sconsigliate
               opere  nel  1827,  “essendosi  fatti  estesi  disboscamenti  nelle  gronde  di
               Aspromonte”, una piena distrusse in parte Gallico e Catona e devastò un’ampia
               estensione di terra, producendo un danno di oltre 500mila ducati, oltre alle
               spese di ripristino. E l’anno successivo un’alluvione straordinaria colpì il distret-
               to di Nola causando rovine e desolazione che si dovettero fronteggiare con
               grosse spese, in attesa che fosse compiuta “la lunga opera di tornar le terre a
               bosco”.
                    Ma nel periodo di pace seguito alla Restaurazione tutta l’economia del
               Regno ebbe modo di migliorare e l’artigianato locale che utilizzava il legno pro-
               dotto dalle foreste si sviluppò e si affinò: nel 1832 si esportarono, con le sole
               navi nazionali, 25.191 tra botti, barili e set di doghe confezionati con legname
               grezzo, e anche i mobili e le altre suppellettili di legno migliorarono al punto
               “per le forme e la sveltezza di superare in pregio quelli di Francia”; inoltre
               “commendevole non poco è la pratica dei nostri artefici d’impiegarvi eziandio
               legnami indigeni in ispezialità acero, noce, ulivo, carrubbo ”.
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                    Come  noto,  le  vicende  del  Risorgimento  condussero  alla  progressiva
               annessione delle altre province italiane al Regno di Sardegna, che risolse nel
               modo più semplice la necessaria uniformità normativa nel territorio dello Stato
               estendendo la propria legislazione alle precedenti entità statuali gradualmente
               aggregate. Si procedette in tal senso anche per il settore forestale, ma in questo
               caso l’unificazione della legislazione venne stabilita attraverso un processo tem-
               porale di sedici anni.


               (2) - L. BIANCHINI, L’Amministrazione finanziaria nel Regno delle Due Sicilie nell’ultima epoca borbonica,
                   Ristampa a cura di G. RAFFIOTTA, Padova, Cedam, 1960, Libro VII, pagg. 57-61 e 208-252.

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