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FORESTE E FORESTALI
legislativo inteso a dotare lo Stato di un centro per l’istruzione boschiva: così
nella primavera 1869 un nuovo R.D. sanciva la nascita dell’Istituto Forestale di
Vallombrosa che avrebbe assicurato la realizzazione di corsi triennali fondati su
lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche; a dirigere l’attività didattica fu chiama-
to Adolfo di Bérenger, che aveva già diretto il corso del 1867.
Ascesa la Sinistra al potere, nel 1877, il professor Salvatore Majorana
Caltabiano, ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio nel primo e
secondo governo Depretis, fu artefice della prima normativa forestale italiana,
concretatasi nella legge 20 giugno 1877, n. 3917. Il ministro era liberista, però,
dato l’orientamento della legge tesa soprattutto a difendere il suolo, non pare
abbia voluto applicare in maniera estrema le sue convinzioni.
La legge definiva i termini del vincolo, imponendo ai proprietari divieti e
astensioni nell’intento di evitare disastri idrogeologici: nei territori siti al di
sopra del limite superiore del castagno erano soggetti a vincolo “i boschi e le
terre spogliate di piante legnose”; al di sotto vigeva una presunzione generale
di libertà, salvo che per quei casi in cui disboscamenti e dissodamenti rischias-
sero di danneggiare il suolo.
Comitati forestali a competenza provinciale sostituirono il monocratico
intendente-prefetto, al fine di dar voce agli interessi pubblici e privati, come
pure ai Comuni. Ma con ogni evidenza, tra le diverse esigenze di carattere attivo
e passivo, elemento portante della legge era la difesa contro le azioni che inde-
bolivano il territorio e non la promozione di interventi che influissero positiva-
mente sulla produzione. Di conseguenza anche l’istituzione di consorzi di rim-
boschimento risultò poco efficace. Il personale non aveva uno status omoge-
neo: solo quello che dipendeva dall’Amministrazione statale aveva un organico
definito, mentre non era così per quello che faceva capo alle amministrazioni
provinciali e comunali, che non aveva limiti precisi e una parità generale di trat-
tamento.
Il ministro era coadiuvato dal neo Consiglio forestale centrale e l’azione
amministrativa poteva contare sul personale ministeriale centrale e dei circon-
dari, oltre che sulle guardie forestali provinciali per i compiti di custodia; a fine
anno però intervenne una severa riduzione dei ruoli organici, che portò ad eco-
nomie ma non a maggiore efficienza.
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