Page 157 - Rassegna 2018-1_2
P. 157

FORESTE E FORESTALI


               legislativo inteso a dotare lo Stato di un centro per l’istruzione boschiva: così
               nella primavera 1869 un nuovo R.D. sanciva la nascita dell’Istituto Forestale di
               Vallombrosa che avrebbe assicurato la realizzazione di corsi triennali fondati su
               lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche; a dirigere l’attività didattica fu chiama-
               to Adolfo di Bérenger, che aveva già diretto il corso del 1867.
                    Ascesa  la  Sinistra  al  potere,  nel  1877,  il  professor  Salvatore  Majorana
               Caltabiano,  ministro  dell’Agricoltura,  Industria  e  Commercio  nel  primo  e
               secondo governo Depretis, fu artefice della prima normativa forestale italiana,
               concretatasi nella legge 20 giugno 1877, n. 3917. Il ministro era liberista, però,
               dato l’orientamento della legge tesa soprattutto a difendere il suolo, non pare
               abbia voluto applicare in maniera estrema le sue convinzioni.
                    La legge definiva i termini del vincolo, imponendo ai proprietari divieti e
               astensioni  nell’intento  di  evitare  disastri  idrogeologici:  nei  territori  siti  al  di
               sopra del limite superiore del castagno erano soggetti a vincolo “i boschi e le
               terre spogliate di piante legnose”; al di sotto vigeva una presunzione generale
               di libertà, salvo che per quei casi in cui disboscamenti e dissodamenti rischias-
               sero di danneggiare il suolo.
                    Comitati forestali a competenza provinciale sostituirono il monocratico
               intendente-prefetto, al fine di dar voce agli interessi pubblici e privati, come
               pure ai Comuni. Ma con ogni evidenza, tra le diverse esigenze di carattere attivo
               e passivo, elemento portante della legge era la difesa contro le azioni che inde-
               bolivano il territorio e non la promozione di interventi che influissero positiva-
               mente sulla produzione. Di conseguenza anche l’istituzione di consorzi di rim-
               boschimento risultò poco efficace. Il personale non aveva uno status omoge-
               neo: solo quello che dipendeva dall’Amministrazione statale aveva un organico
               definito, mentre non era così per quello che faceva capo alle amministrazioni
               provinciali e comunali, che non aveva limiti precisi e una parità generale di trat-
               tamento.
                    Il ministro era coadiuvato dal neo Consiglio forestale centrale e l’azione
               amministrativa poteva contare sul personale ministeriale centrale e dei circon-
               dari, oltre che sulle guardie forestali provinciali per i compiti di custodia; a fine
               anno però intervenne una severa riduzione dei ruoli organici, che portò ad eco-
               nomie ma non a maggiore efficienza.


                                                                                        155
   152   153   154   155   156   157   158   159   160   161   162