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TRIBUNA DI STORIA MILITARE


                       I dati statistici relativi alla produzione lorda vendibile delle foreste dava
                  ragione alle critiche: la media annuale del quinquennio 1861-1865 fu di 166
                  milioni di lire per i prodotti legnosi e di 28 per quelli non legnosi; nel succes-
                  sivo quinquennio 1866-1870 i dati furono apparentemente un poco più alti,
                  rispettivamente 175 e 29, ma i confini dello Stato si erano allargati al Veneto;
                  il quinquennio 1896-1900 i consuntivi diedero 181 e 27 e nel successivo 1901-
                  1905 furono 190 e 39; in quello 1906-1910 il trend non aumentò di molto: 211
                  e 58 .
                      (5)
                       Non pochi politici, da Giolitti a Luttazzi, concordavano sull’opportunità
                  di riesaminare la legislazione per aggiornarla e migliorarla e per darle un assetto
                  coerente e generale, ma passarono trentatrè anni prima che fosse decisa una
                  nuova, fondamentale riforma di tutto il settore.
                       Nel dicembre 1909, con il secondo Gabinetto Sonnino, Luigi Luttazzi fu
                  nominato ministro per l’Agricoltura, l’Industria e il Commercio.
                       Di lui Simona Greco ricorda che fu detto “genio tutelare della foresta e
                  della selvicoltura italiana ”, una definizione non esagerata se si considera l’am-
                                          (6)
                  piezza e il significato dell’impegno del ministro nella promozione del settore e
                  nel potenziamento della scuola di Vallombrosa.
                       Il suo costante interesse per la salvaguardia dei boschi e delle foreste si era
                  già manifestata anche con la legge 20 giugno 1871, n. 283, che però, a causa
                  delle  ristrettezze  finanziarie  del  Regno,  era  stata  diretta  solo  alla  tutela  delle
                  foreste demaniali. Ma in tema di selvicoltura, la più importante e significativa
                  azione del Luzzatti fu la legge 2 giugno 1910, n. 277 che, integrata dal regola-
                  mento emanato nel febbraio 1911, fece compiere un primo, decisivo passo in
                  avanti al riordinamento e all’organizzazione del settore boschivo e all’ammini-
                  strazione competente.
                       Fino al tempo della “bonifica integrale” e al processo legislativo che la
                  accompagnò, la legge 277 assicurò il progresso del settore, come dimostrano i
                  dati statistici anche se non omogenei (si riferiscono ai confini dell’epoca e non
                  tengono conto dell’inflazione): dai 235 milioni per i prodotti legnosi e 72 per


                  (5) - Istituto Centrale di Statistica, Indagine statistica sullo sviluppo del reddito nazionale dell’Italia dal 1861
                      al 1956, in ANNALI DI STATISTICA, anno 86, VIII, vol. 9, Roma, 1957, pag. 205.
                  (6) - GRECO, cit., pag. 47.

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