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TRIBUNA DI STORIA MILITARE


                  che fornì a molti privati il pretesto per disimpegnarsi adducendo il venir meno
                  del sostegno pubblico. Tuttavia nell’Agro pontino, nel Tavoliere di Puglia, nel
                  Basso Volturno furono ottenuti risultati positivi ed ebbero eco grandissima,
                  però nel complesso i risultati furono inferiori a quelli del piano originario .
                                                                                         (10)
                       Prima ancora, il R.D. 16 maggio 1926 n. 1066 aveva eliminato il Corpo
                  Reale Forestale convertendolo nella Milizia nazionale forestale, a ordinamento
                  militare, che ereditava i precedenti compiti e se ne vedeva attribuire anche altri,
                  come il controllo della caccia e della pesca. Opportunamente rafforzato , il
                                                                                          (11)
                  nuovo strumento operativo dipese sul piano disciplinare dal Comando generale
                  della Milizia, ma rimase collegato all’Amministrazione economica per l’impiego
                  tecnico, che lo vide fortemente impegnato nella difesa e nell’ampliamento della
                  superficie boschiva e nella promozione della sistemazione montana.
                       Il regolamento del 1929 lasciò di fatto inalterati i limiti territoriali dei vecchi
                  Comandi. L’Azienda speciale del demanio forestale dello Stato istituita nel 1910,
                  diventò Azienda forestale demaniale nel 1927, poi Azienda delle foreste dema-
                  niali dello Stato dal 1928 al 1930, e infine Azienda di Stato per le foreste dema-
                  niali. Il patrimonio seguì il nome, ma poiché il R.D. 17 febbraio 1927 n. 324 sop-
                  presse  la  direzione  generale  delle  foreste  e  demani  presso  il  Ministero
                  dell’Economia, le competenze della struttura aziendale aumentarono di impor-
                  tanza.  Lo  stesso  ministro  ne  presiedeva  il  Consiglio  di  amministrazione,  che
                  decideva sui programmi di azione e di gestione, autoregolava i servizi e delibe-
                  rava sui contratti. Nuove disposizioni apportarono qualche modifica ordinamen-
                  tale interna, ma non modificarono (legge 13 dicembre 1928, n. 3141) i compiti
                  affidati all’Azienda, la cui gestione, con la legge 5 gennaio 1933, n. 30, venne
                  conferita completamente alla Milizia: ciascuna foresta era amministrata da un
                  proprio ufficio locale che provvedeva alla preparazione dei piani-guida e dei pro-
                  grammi annuali di gestione, curandone le operazioni tecniche e commerciali.
                       Come Corpo militare, la Milizia forestale fu presente in tutte le vicende del
                  Regno a partire dagli anni Trenta. Ebbe nove caduti e sessantaquattro feriti
                  nella guerra d’Etiopia meritandovi una medaglia d’argento, organizzò gli ascari


                  (10) - R. DE FELICE, Mussolini il Duce, Torino, Einaudi, 4° ediz., 1974, pagg. 143-146.
                  (11) - Nel 1930 la Milizia forestale contava 337 ufficiali e 3.441 sottufficiali e militi, che dieci anni
                       dopo sarebbero arrivati a circa ventimila.

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