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LA DESTINAZIONE DEI BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E IL LORO
 RIUTILIZZO PER FINI DI PUBBLICO INTERESSE NELL’ATTUALE QUADRO NORMATIVO

      i progetti, che in questo caso propongono gli enti concorrenti, devono
essere orientati a promuovere e favorire la tutela e la valorizzazione del territo-
rio, con l’intento di incentivare l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva, oltre
che lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali(16).

      dopo la sua prima edizione, “Libera il bene” si pone pure l’obiettivo di
rendere accessibili le informazioni sui beni confiscati, al fine di promuovere e
divulgare le buone pratiche di riutilizzo degli stessi. in proposito, la regione
puglia insieme ad alcune associazioni politicamente attive, tra cui Libera - asso-
ciazioni nomi e numeri contro le mafie, ha realizzato una piattaforma virtuale
ove consentire lo scambio di informazioni ed esperienze del settore tra gli enti
che vi accedono.

      anche la regione calabria, inoltre, ha previsto gli interventi per il riuti-
lizzo sociale dei beni confiscati nell’ambito del por calabria fesr 2007-
2013. L’attuazione di detti interventi, però, ha trovato la sua disciplina nel
progetto integrato di sviluppo regionale (pisr) denominato “Legalità e sicu-
rezza”, avviato con un’azione concertativa di partenariato regionale. in parti-
colare, il pisr ha concentrato la dotazione finanziaria su due linee di interven-
to: “beni confiscati alla criminalità organizzata” e “avviso pubblico per la rea-
lizzazione dei contratti locali di sicurezza”. ad oggi, gli interventi regionali
hanno consentito di approvare venticinque progetti presentati da quattordici
comuni calabresi per la riconversione sociale di beni confiscati trasferiti al
rispettivo patrimonio indisponibile.

      peculiare è poi l’intervento attuato in materia dalla regione campania con
la legge regionale n. 7/2012. nello specifico, tale legge prevede l’istituzione di
tre diversi fondi: “fondo per la valorizzazione dei beni confiscati”, al quale pos-
sono accedere gli enti territoriali e i loro consorzi, i soggetti assegnatari dei beni,
le associazioni e le cooperative che svolgono le proprie attività sui beni mede-
simi; “fondo di rotazione per la redazione di piani di utilizzo e studi di fattibilità,
nonché per la progettazione tecnica delle opere necessarie ad adeguare i beni
agli obiettivi sociali e produttivi”; “fondo per l’ammortamento dei prestiti a
carico degli enti territoriali assegnatari del bene confiscato”.

(16) - Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, (Legge 109/96), ed. LIBERA. ASSOCIAZIONE NOMI
       E NUMERI CONTRO LE MAFIE.

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