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LA DESTINAZIONE DEI BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E IL LORO
RIUTILIZZO PER FINI DI PUBBLICO INTERESSE NELL’ATTUALE QUADRO NORMATIVO
contrasto alla criminalità organizzata ed in particolare al fenomeno mafioso, ha
individuato, sin dall’avvio dei propri lavori, il tema della gestione dei beni seque-
strati e confiscati come assolutamente prioritario nell’espletamento della pro-
pria attività di inchiesta.
in tale contesto, è stata svolta un’ampia istruttoria mediante audizioni,
sopralluoghi, approfondimenti ed il coinvolgimento di soggetti ai massimi livelli
istituzionali, amministrativi e della società civile, all’esito della quale la
commissione antimafia ha approvato, il 9 aprile 2014, una relazione sulle pro-
spettive di riforma del sistema di gestione dei beni sequestrati e confiscati alla
criminalità organizzata.
La relazione evidenzia come la disciplina vigente sia il frutto dello stratifi-
carsi di norme elaborate spesso in contesti emergenziali, che le prassi applicati-
ve hanno cercato di armonizzare al fine di una maggiore efficacia nel persegui-
mento degli obiettivi della legge. in particolare, emerge chiaramente che per
colpire i patrimoni della criminalità occorre articolare all’interno di una visione
unitaria le due fasi dell’azione di contrasto tra loro intimamente connesse: l’ag-
gressione ai patrimoni della mafia, da un lato, e la destinazione degli stessi per
un proficuo riutilizzo in favore della collettività, dall’altro.
sulla base di questa proposta e sulla spinta delle esigenze evidenziate, è
stata avviata in sede parlamentare l’attività legislativa che, nella seduta dell’11
novembre 2015, ha condotto all’approvazione da parte della camera dei
deputati di un nuovo testo unificato. tale nuovo progetto di legge, in sintesi,
prevede sostanziali modifiche all’attuale codice delle leggi antimafia, finalizzate
a rendere più incisiva tutta la disciplina anche oltre gli originari ambiti di appli-
cazione. esse, per come approvate dalla camera, costituiscono quel valore
aggiunto che consente di dare organicità ad un’azione di contrasto diretta a:
- rendere più efficace e tempestiva l’adozione delle misure di prevenzione
patrimoniali del sequestro e della confisca attraverso una più celere verifica dei
diritti di terzi, la limitazione dei casi di giustificazione della legittima provenienza
dei beni, l’assegnazione in via provvisoria dei beni sequestrati e l’istituzione di
sezioni o collegi specializzati per i procedimenti previsti dal codice antimafia;
- estendere i casi di confisca obbligatoria di cui all’art. 12 sexies del d.l. 8
giugno 1992, n. 306, convertito con modificazioni dalla legge 356/1992;
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