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LA DESTINAZIONE DEI BENI CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA E IL LORO
RIUTILIZZO PER FINI DI PUBBLICO INTERESSE NELL’ATTUALE QUADRO NORMATIVO
a tal fine, il programma operativo nazionale metro prevede tra le sue
linee d’intervento pure gli investimenti sulle infrastrutture già esistenti sul terri-
torio, compresi i beni confiscati alle mafie intesi, questi ultimi, quali opportunità
per realizzare progetti di inclusione e di cittadinanza attiva oltre che di sviluppo
territoriale.
9. Dalla legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati (L. 7 marzo 1996 n. 109)
alla riforma del Codice antimafia: un percorso in continua evoluzione
È oramai principio consolidato che l’azione di contrasto alla criminalità
organizzata debba svolgersi integrando i provvedimenti che incidono sulla
libertà personale con altrettanti provvedimenti che colpiscono le organizzazioni
criminali sul piano economico e finanziario.
in tale contesto, si è collocata inizialmente la legge n. 646 del 1982, cosid-
detta legge rognoni-La torre, varata sul lungimirante convincimento che gli
strumenti del sequestro e della confisca dei patrimoni illecitamente accumulati
dalle mafie costituiscano un asset strategico imprescindibile nella lotta al crimine
organizzato.
pur tuttavia tale legge, sebbene abbia avuto il merito di introdurre innova-
tive modalità d’intervento contro la mafia rendendo più efficace l’azione di con-
trasto in generale, non prevedeva nessuna procedura di destinazione e riutilizzo
dei beni confiscati.
solo successivamente è stato avviato un percorso di riflessione sul riutiliz-
zo a fini istituzionali e/o sociali dei beni confiscati, che ha coinvolto e reso pro-
tagonista l’intera società civile sull’attuazione di una più efficace lotta alla crimi-
nalità organizzata.
nel 1995, difatti, viene realizzata una campagna nazionale di sensibilizza-
zione che porta alla raccolta di oltre un milione di firme a sostegno dell’iter par-
lamentare di approvazione di quel progetto varato poi nella legge 7 marzo 1996,
n. 109. il principio basilare su cui si fonda questa legge consiste per l’appunto
nell’approccio positivo che la “riconversione sociale e/o istituzionale” dei beni
confiscati ha nella strategia di contrasto alla criminalità.
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