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altro dei controlli di tipo formale a carattere informativo che vengono effettuati a monte da

            parte delle autorità competenti al rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni. Tuttavia le
            attività illecite si concentrano per lo più a valle, si insinuano in aspetti materiali e sostanziali

            della raccolta e operano non a livello dei concessionari, ma tra le fila di gestori e esercenti, i

            quali talvolta concorrono nell’illiceità e ne traggono profitto, talaltra rappresentano le vittime di

            un circuito criminale spregiudicato. A tal fine in questo paragrafo verranno analizzati i diversi
            momenti illeciti in cui si estrinseca l’impresa criminale, rappresentando dal punto di vista

            materiale le diverse attività così come emergono dalle indagini della magistratura e più spesso

            dai controlli effettuati a vario titolo dalle forze di polizia.


            4.1  La manomissione e la clonazione delle schede elettroniche e l’alterazione dei sistemi di trasmissione dati

                  La legalizzazione dei giochi mediante l’utilizzo di apparecchi da intrattenimento avviene

            per la prima volta con la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003). Fin da subito
            la criminalità organizzata comprese le potenzialità di guadagno del segmento che assorbe oggi il

            56 per cento dell’intero settore e per tali motivi si propone come il comparto privilegiato dagli

            emissari delle cosche mafiose. Le condotte criminali poste in essere in questo comparto sono

            per lo più caratterizzate dalla finalità di alterare i flussi di comunicazione inerenti i dati di gioco

            intercorrenti tra le  “macchinette”  e il  sistema di elaborazione del  concessionario. Grazie a
            questo meccanismo la criminalità si appropria non solo degli importi di spettanza dei Monopoli

            a titolo di imposta, ma anche dell’aggio del concessionario. Le modalità di manipolazione sono

            numerose e possono consistere nel semplice scollegamento degli apparecchi dalla rete di
            controllo  o in modalità più sofisticate riguardanti la clonazione delle schede o l’alterazione
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            dei sistemi. Infatti gli apparecchi da intrattenimento vengono assemblati da costruttori

            autorizzati , ma sono pronti per essere utilizzati solo dopo l’installazione di una smart card,
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            fornita da SOGEI per conto di ADM, la quale cripta tutte le informazioni in esse contenute e

            consente il collegamento alla rete. L’accesso è consentito solo ai concessionari e agli ispettori di
            ADM mediante l’utilizzo di chiavi di cifratura. Qualora la smart card venga disinserita il gioco si

            interrompe e  parte una segnalazione automatica. Così la criminalità si è mossa verso la

            clonazione di queste  schede e spesso hanno costretto  gli esercenti ad installare apparecchi


            264   Dalle indagini delle forze di polizia è emerso che circa i due terzi delle macchinette controllate non sono
               collegate alla rete di controllo e i volumi d’affari raggiunti sono superiori al trecento per cento delle somme
               introitate dalle casse statali.
            265   La L. 23 dicembre 2005, n. 266 indica con maggior precisione che la licenza (art. 86, comma 3, T.U.L.P.S.) è
               necessaria per l’attività di produzione o di importazione nonché per l’attività di distribuzione e di gestione
               anche indiretta.

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