Page 92 - Quaderno 2017-9
P. 92
altro dei controlli di tipo formale a carattere informativo che vengono effettuati a monte da
parte delle autorità competenti al rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni. Tuttavia le
attività illecite si concentrano per lo più a valle, si insinuano in aspetti materiali e sostanziali
della raccolta e operano non a livello dei concessionari, ma tra le fila di gestori e esercenti, i
quali talvolta concorrono nell’illiceità e ne traggono profitto, talaltra rappresentano le vittime di
un circuito criminale spregiudicato. A tal fine in questo paragrafo verranno analizzati i diversi
momenti illeciti in cui si estrinseca l’impresa criminale, rappresentando dal punto di vista
materiale le diverse attività così come emergono dalle indagini della magistratura e più spesso
dai controlli effettuati a vario titolo dalle forze di polizia.
4.1 La manomissione e la clonazione delle schede elettroniche e l’alterazione dei sistemi di trasmissione dati
La legalizzazione dei giochi mediante l’utilizzo di apparecchi da intrattenimento avviene
per la prima volta con la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (legge finanziaria 2003). Fin da subito
la criminalità organizzata comprese le potenzialità di guadagno del segmento che assorbe oggi il
56 per cento dell’intero settore e per tali motivi si propone come il comparto privilegiato dagli
emissari delle cosche mafiose. Le condotte criminali poste in essere in questo comparto sono
per lo più caratterizzate dalla finalità di alterare i flussi di comunicazione inerenti i dati di gioco
intercorrenti tra le “macchinette” e il sistema di elaborazione del concessionario. Grazie a
questo meccanismo la criminalità si appropria non solo degli importi di spettanza dei Monopoli
a titolo di imposta, ma anche dell’aggio del concessionario. Le modalità di manipolazione sono
numerose e possono consistere nel semplice scollegamento degli apparecchi dalla rete di
controllo o in modalità più sofisticate riguardanti la clonazione delle schede o l’alterazione
264
dei sistemi. Infatti gli apparecchi da intrattenimento vengono assemblati da costruttori
autorizzati , ma sono pronti per essere utilizzati solo dopo l’installazione di una smart card,
265
fornita da SOGEI per conto di ADM, la quale cripta tutte le informazioni in esse contenute e
consente il collegamento alla rete. L’accesso è consentito solo ai concessionari e agli ispettori di
ADM mediante l’utilizzo di chiavi di cifratura. Qualora la smart card venga disinserita il gioco si
interrompe e parte una segnalazione automatica. Così la criminalità si è mossa verso la
clonazione di queste schede e spesso hanno costretto gli esercenti ad installare apparecchi
264 Dalle indagini delle forze di polizia è emerso che circa i due terzi delle macchinette controllate non sono
collegate alla rete di controllo e i volumi d’affari raggiunti sono superiori al trecento per cento delle somme
introitate dalle casse statali.
265 La L. 23 dicembre 2005, n. 266 indica con maggior precisione che la licenza (art. 86, comma 3, T.U.L.P.S.) è
necessaria per l’attività di produzione o di importazione nonché per l’attività di distribuzione e di gestione
anche indiretta.
- 90 -

