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La contraffazione su internet, in ultima analisi, si diffonde perché è difficile da contrastare.

            Magistratura e Forze di Polizia, così come evidenziato dalla Commissione , pongono numerosi
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            sforzi nel tentativo di debellare il fenomeno, nonostante le difficoltà oggettive che la natura

            dell’ambiente virtuale pone.

                   Il Decreto Legislativo n. 34 del 2016 ha recepito la decisione del Consiglio dell’Unione

            europea n. 465 del 13 giugno 2002, che permette alle autorità giudiziarie e alle Forze di Polizia
            di almeno  due Stati  membri  di creare  team comuni incaricati dello  svolgimento di indagini

            penali in ambiti specifici e per una durata di tempo limitata. Ciò può essere fatto per qualsiasi

            reato, e senza bisogno di rogatoria internazionale, che da sempre ha costituito uno dei punti

            deboli in materia  di  cooperazione,  per  la farraginosità  della  procedura.  È possibile, poi,
            partecipare alle iniziative di cooperazione e coordinamento che l’Unione Europea  propone;

            Interpol coopera  con l’Organizzazione mondiale delle dogane, Europol ha costituito al suo

            interno l’IPC3, l’Intellectual Property Crime Coordinated Coalition, che propone corsi sulla tutela della
            Proprietà Intellettuale. Le Forze di Polizia poi, evidenzia la Commissione, hanno operato tra di

            loro un’operazione di specializzazione. La Polizia di Stato ha assunto una forte connotazione di

            contrasto alla pirateria, quindi protezione del copyright, la Guardia di Finanza ha una competenza

            specifica a carattere generale, mentre l’Arma dei Carabinieri è specializzata nelle sofisticazioni

            alimentari e nella filiera del farmaco.
                   Degno di nota, in particolare, è il sistema “Co.li.bri” - counterfeiting on line brand inquiry -

            elaborato dalla Guardia di Finanza, un sistema di controllo e monitoraggio che controlla i canali

            di  distribuzione online. La Commissione spiega che il sistema controlla, con un motore di
            ricerca semantico, inserzioni a rischio contraffazione nelle varie piattaforme di vendita.

                   Ciò che manca  per un’adeguata lotta al fenomeno, inoltre, è anche un’adeguata

            formazione del consumatore, che,  spesso, è  ben cosciente  di acquistare o  scaricare  materiale

            contraffatto. Uno sforzo nell’educazione al disvalore della condotta potrebbe, probabilmente,
            costituire un buon punto di partenza.



            1.2.1 Tipologie di contraffazione sul web

                   Le forme della contraffazione sul web possono essere catalogate in due grandi categorie:
            quelle che ledono i marchi e gli altri segni distintivi, e quelle che ledono il copyright, che integrano

            le fattispecie di pirateria informatica.




            20   Commissione Parlamentare  di inchiesta sui  fenomeni della contraffazione, 
 della pirateria in campo
               commerciale e del commercio abusivo.


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