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4. gli articoli 12-17 stabiliscono i diritti dell’individuo nei confronti della comunità
(anche qui rifacendosi a un dibattito filosofico che va da Platone ad Hannah Arendt);
5. gli articoli 18-21 sanciscono le cosiddette “libertà costituzionali”, quali libertà di
pensiero, opinione, fede e coscienza, parola, associazione pacifica dell’individuo;
6. gli articoli 22-27 sanciscono i diritti economici, sociali e culturali dell’individuo;
7. i conclusivi articoli 28-30 stabiliscono le modalità generali di utilizzo di questi diritti,
gli ambiti in cui tali diritti dell’individuo non possono essere applicati, e che essi non
possono essere ritorti contro l’individuo.
3. Organismi internazionali
Il fenomeno dell’organizzazione permanente della cooperazione fra stati è relativamente
recente. Le prime organizzazioni internazionali sono istituite dopo il Congresso di Vienna del
1815 (Commissione fluviale per il Reno) e dopo il Congresso di Parigi del 1856
(Commissione per il Danubio). Nella seconda metà dell’Ottocento si creano le cosiddette
unioni amministrative per la cooperazione in materia di comunicazioni ferroviarie, postali,
telegrafiche, ecc.
Il 1919 segna l’inizio dell’organizzazione internazionale universale a fini politici, con la
creazione della Società delle Nazioni, cui è succeduta, con ben più ampie competenze e
poteri, a partire dal 1º gennaio 1946, l’Organizzazione delle Nazioni Unite : attorno a questa
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si è strutturato il “sistema delle Nazioni Unite”, composto oltre che dall’ONU, dalle
cosiddette Agenzie specializzate.
L’organizzazione internazionale regionale, con l’anticipazione costituita dalle
Commissioni fluviali in Europa e dall’Unione Panamericana (1880) divenuta poi
Organizzazione degli Stati Americani (OSA), si sviluppa successivamente all’entrata in
funzione dell’Organizzazione universale.
All’origine di un’organizzazione internazionale sta la volontà di un gruppo di Stati,
espressa in un accordo giuridico (trattato, convezione). Questo è lo statuto o costituzione
28 Questa Organizzazione universale sorge come risposta a conflitti mondiali e come impegno per la
costruzione di un ordine di pace positiva (si vis pacem para pacem, se vuoi la pace costruisci la pace).
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