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repressione, codificando le modalità di interazione fra tutti i protagonisti richiamati nelle
pagine precedenti.
Sulla necessità di integrazione quale principale fattore di stabilità e di garanzia nella
lotta ai fondamentalismi, è intervenuto più recentemente il Santo Padre che, nel
richiamare l’attenzione di tutte le autorità religiose perché siano unite nel ribadire con forza che non si
può mai uccidere in nome di Dio ha ribadito che il terrorismo si combatte attraverso adeguate
politiche sociali e mediante cospicui investimenti in ambito educativo e culturale .
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Occorre, in estrema sintesi, per quanto più ci riguarda, agire sulla qualità e la
tipologia del welfare state europeo , evidentemente superato dall’attrazione non solo
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ideologica dell’ISIS, per evitare ulteriori fughe ma, soprattutto, per individuare le migliori
forme di reinserimento atteso che alle sconfitte militari dell’ISIS sta corrispondendo una
nuova diaspora ovvero il ritorno della maggior parte dei foreign fighters nei Paesi di
provenienza ove porteranno l’expertise maturata sul campo di battaglia globale, l’esperienza e la
capacità di colpire dall’interno i Paesi nei quali sono cresciuti o nei quali sono residenti. In
tale direzione quindi, vanno investite le maggiori risorse, da destinare non solo agli
apparati di prevenzione e repressione ma, contestualmente, anche a quelle Istituzioni
deputate alla formazione, alla sorveglianza sanitaria, ai servizi sociali, al dialogo e ai
rapporti inter-religiosi.
Investire, inoltre, sulla formazione dei docenti, sulla base di percorsi formativi
finalizzati non alla collaborazione intesa come delazione, bensì all’individuazione e alla
sensibilizzazione sugli indicatori di radicalizzazione. Agli insegnanti deve essere attribuito il
ruolo di sensore qualificato ovvero in grado di percepire, per primo, al di fuori del contesto
familiare e all’interno delle strutture scolastiche ove l’alunno trascorre, in alcuni casi, la
maggior parte della giornata, eventuali criticità, intrepretarle e, se necessario, correggerle
prima che sfocino in estremismo violento. Dopo aver attentamente valutato il
comportamento scolastico complessivo ovvero dopo aver esaurito tutte le sue
competenze, il docente dovrà “segnalare” alle Forze di polizia l’insieme di circostanze che
fanno ritenere plausibile l’ipotesi che il giovane stia intraprendendo una “deriva radicale”.
87 A. TORNIELLI, Il Papa ai diplomatici: il fondamentalismo si combatte con le politiche sociali, in LA STAMPA, ed.
del 10 gennaio 2017, pag. 6.
88 P. QUERCIA, Il richiamo della jihad nei paesi dell’Unione europea, cit., pag. 27.
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