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soccorso e l’accoglienza costituiscono un problema per il terrorismo poiché contrastano
con l’immagine dei kuffar , degli infedeli che, evidentemente, non sono in guerra con l’Islam
ma, anzi, ne accolgono i figli in fuga dalle guerre, dalla povertà e dalla fame. Non è escluso
che possa anche essere questa, insieme ad altre, una delle cause per le quali il nostro Paese
sia, ad oggi, rimasto indenne da concrete manifestazioni di violenza jihadista.
Andrà, in definitiva, ricercata dal lato socio-politico-religioso una pacificazione intesa
come capacità di dialogo interreligioso e, per quanto riguarda, le Forze di polizia e i
contestuali impegni delle Forze armate, una flessibilità operativa, capace di adeguare la ricerca
informativa degli organi di intelligence, le capacità info-investigative delle Forze di polizia e lo
strumento militare alle emergenti forme di manifestazione del terrorismo di matrice islamista,
i cui esiti dovranno essere validati e resi processualmente utilizzabili da un’evoluzione
normativa delle modalità di acquisizione della prova affinchè le limitazioni territoriali della
giurisdizione non finiscano per avvantaggiare il terrorismo.
Una minaccia nella quale, come autorevolmente ricordato recentemente, si trova
anche il nostro Paese, e per la quale anche noi un prezzo lo dovremo pagare ma che,
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auspicabilmente, l’azione combinata e coordinata di più attori istituzionali può e deve
riuscire a contenere.
95 Prefetto Franco GABRIELLI, Capo della Polizia, intervista a IL GIORNALE, ed. del 7 gennaio 2017, pag. 2.
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