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La frode in commercio si realizza indipendentemente dalla contrattazione con il
cliente, essendo sufficiente la messa in commercio del prodotto. In ogni caso, si deve
provare e accertare la condotta dolosa, cioè la coscienza e la volontà di consegnare
all’acquirente un prodotto per un altro.

      È sempre più frequente il ricorso al termine di frode alimentare per indicare vari tipi
di illeciti, soprattutto penali, perpetrati ai danni di coloro che consumano alimenti. Infatti,
“dall’elenco dei condannati per frodi e sofisticazioni alimentari”, pubblicato annualmente,
in applicazione della legge 462/86, risultano inserite anche fattispecie non pertinenti,
come la mancanza dell’ex autorizzazione sanitaria a produrre alimenti.

      Altri illeciti, assimilati alle frodi, sono la detenzione degli alimenti in cattivo stato di
conservazione, per mancato rispetto della temperatura, per mancanza di involucro
protettivo, ecc., condizioni sanzionate ai sensi dell’art. 5 della legge 283/62.

      I casi più frequenti di frodi alimentari a danno dei consumatori si realizzano
attraverso false dichiarazioni per provenienza, qualità, composizione, caratteristiche di un
alimento.

      Quasi tutte le categorie di alimenti sono state sottoposte a manipolazioni illegali e
precisamente: riso, latte e formaggi, prodotti della pesca21, vino, sfarinati e paste, miele,
olio, conserve vegetali, carni22 e prodotti derivati, uova e ovoprodotti, prodotti biologici.

      Numerosi sono stati, in Italia, i sequestri operati dalle Autorità competenti. Per
avere un’idea del fenomeno, basta leggere le relazioni dell’Ispettorato Centrale
Repressione Frodi.

      Le cause che consentono ad operatori senza scrupoli di realizzare le frodi in campo
alimentare sono numerose:

      1. desiderio di ottenere un rapido profitto, anche se, non sempre, c’è il danno
         economico per il consumatore;

      2. globalizzazione del mercato con l’ingresso di merci non sempre convenzionali,
         soprattutto da paesi lontani, che facilmente si prestano ad adulterazioni o
         contraffazioni o vengono impiegati per sostituire prodotti “nostrani” (es.
         sostituzione della coda di rana pescatrice con il pesce palla);

      3. evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche che hanno consentito la
         messa a punto di nuove tecniche per rallentare, inibire o mascherare eventuali

21 MALANDRA Renato, Le principali frodi dei prodotti della pesca, Milano, 1998.
22 REA Stefano, Le frodi nelle diverse filiere dei prodotti alimentari d’origine animale, 2012.

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