Page 28 - Quaderno 2017-5
P. 28

La contraffazione alimentare5, detta anche “agropirateria”, è a sua volta distinta in
falsificazione degli alimenti e falsificazione del marchio:

      - la falsificazione degli alimenti, o sofisticazione, nota anche come “frode sulla
         qualità”, consiste nella produzione o modificazione di un alimento non naturale
         perché composto da sostanze diverse per qualità o quantità da quelle che, di
         norma, lo formano, ovvero perché viene modificato con la sostituzione,
         sottrazione e/o integrazione degli elementi che lo compongono;

      - la falsificazione del marchio o della indicazione di provenienza geografica o della
         denominazione di origine, indicati sullo stesso prodotto alimentare o sulla
         confezione che l’avvolge, conosciuta anche come “frode sull’origine”, è la
         riproduzione abusiva del brevetto secondo il quale l’alimento è prodotto; occorre
         precisare, però, che essa non è sempre causa di nocività per il consumatore.

      Una frode alimentare molto diffusa deriva, invece, dalla “falsa indicazione
dell’origine per territorio dei prodotti”. Sono colpiti, soprattutto, i prodotti italiani a
maggior diffusione internazionale: formaggi quali Parmesan (il Parmigiano), Asiago,
Provolone e altri sono prodotti in Wisconsin America; i Pomodori San Marzano prodotti
in California, sempre in America; mentre i maialini sardi sono allevati in Olanda.

      L’Italia è il secondo paese più colpito al mondo dopo gli Usa per contraffazione e
pirateria: il dato emerge dal report congiunto, pubblicato lo scorso 18 aprile a Parigi, a firma
dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) e
dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

      Il giro di affari delle importazioni di beni contraffatti si attesta a circa cinquecento
miliardi di dollari, ovvero il 12,5% delle importazioni globali, con i marchi americani ed
italiani tra i più colpiti. Le merci contraffatte coprono tutti i settori, non solo l’abbigliamento:
dalle borse ai profumi, dalle auto ai farmaci, dai gioielli agli orologi, fino a componenti di
macchinari ed ai giocattoli. La maggior parte provengono dai paesi emergenti, con la Cina che
primeggia tra i produttori (63,2%). Tra i paesi più colpiti, in primo piano ci sono gli Stati
Uniti, dove i brevetti e/o marchi contraffatti rappresentano il venti per cento dei casi,
praticamente uno su cinque. Segue l’Italia con il quindici per cento (pari a quasi un caso su
sei), Francia e Svizzera al 12%, Germania e Giappone si fermano all’otto per cento, seguiti da
Gran Bretagna (4%), Spagna e Belgio (2%) e infine la Cina (1%).

5 NUCLEO ANTIFRODI CARABINIERI, Contro le frodi alimentari al servizio dei cittadini, 2012.

                                                                 - 26 -
   23   24   25   26   27   28   29   30   31   32   33