Page 25 - Quaderno 2017-5
P. 25
Questa disputa legata alla tutela da accordare alle indicazioni geografiche - escluse le
bevande alcoliche e spiritose - non è ancora conclusa in sede Wto, anzi rappresenta uno
degli elementi di maggiore disaccordo tra i due gruppi di Paesi, a cui guardano con
interesse anche altri Stati membri del Wto classificati come Paesi in via di sviluppo, che
vedono nella tutela delle loro indicazioni geografiche un’opportunità da sfruttare.
L’accordo TRIPs, infine, diversamente dalle convenzioni internazionali precedenti,
ha il merito di offrire una definizione comune di indicazione geografica per 150 Stati
aderenti al Wto, e di prevedere il ricorso a un sistema di protezione e di risoluzione delle
controversie unitario e integrato, ovvero uniformemente applicabile a ogni questione di
competenza dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e per tutti i membri della
medesima. Malgrado questo, però, la disposizione contenuta nell’articolo 1.1 dell’Accordo
TRIPs, che lascia ai Paesi membri la facoltà di determinare le modalità appropriate di
attuazione delle disposizioni dell’accordo nel quadro delle rispettive legislazioni, ha dato
luogo a non poche differenze nei metodi di implementazione a livello nazionale, che
certamente non agevolano la protezione delle indicazioni geografiche a livello
internazionale.
L’auspicata conclusione dell’accordo Wto e dei relativi negoziati TRIPs, tuttavia, non
è l’unica strada percorribile per migliorare l’efficacia della tutela internazionale delle
indicazioni geografiche. Un’alternativa è la ricerca di accordi bilaterali e regionali, previsti
dal Wto, tra singoli Paesi e/o gruppi di Paesi. Per quelli con un sistema di protezione delle
indicazioni geografiche di tipo prescrittivo - che si pongono come obiettivo la tutela
“forte” delle indicazioni su scala più ampia rispetto a quella nazionale - la stipula di
accordi bilaterali rappresenta un modo efficace per raggiungere l’obiettivo, in quanto
accordi che prevedono una definizione di indicazione di origine rigida (come quella
europea) sono difficilmente estendibili alla maggioranza di Paesi che adottano la
definizione TRIPs. Tuttavia, la possibile ricerca di accordi bilaterali tra Paesi che su questi
temi hanno un’identità di vedute, è da considerarsi come una soluzione di secondo livello
perché non risolve le dispute tra blocchi di Paesi che comunque presentano continui
scambi commerciali, e risulta anche complessa da realizzare e da gestire, con tempi di
realizzazione presumibilmente molto lunghi.
- 23 -

