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ma facendoli assistere alle numerose autopsie che conduceva. Versalio
comprese, quindi, che l’anatomia umana non poteva essere ricondotta
a quella animale, rinnegando quindi uno dei principi fondamentali di
Galeno. Queste sue osservazioni furono motivo di così aspra critica
che lo costrinsero ad abbandonare la ricerca scientifica e trasferirsi in
Spagna.
In tutto questo periodo, nonostante l’acquisizione di una conoscenza
sempre più approfondita nel campo dell’anatomia umana, nessuna
novità investì la concezione stessa della medicina e delle sue funzioni.
Solo nel 1600, con il “Rinascimento Scientifico”, si assistette ad una
vera e propria rivoluzione, le cui basi si fondarono su due specifiche
correnti di pensiero: empirismo e razionalismo.
La prima vide come suo principale esponente Francesco Bacone, che
può essere considerato il padre del metodo induttivo e che pose come
sua base essenziale, per la costruzione di teorie scientifiche,
l’esperienza. Il metodo induttivo è infatti un processo che inizia con
un’osservazione accurata della realtà, in tutti i suoi dettagli, passa per
la ricerca degli stessi in differenti situazioni e termina con la
formulazioni di leggi generali, che spiegano come si verificano i
fenomeni. Il Razionalismo, invece, che vide come suo principale
esponente Cartesio che, per superare ogni dubbio e giungere alla
conoscenza, pose alla base della sua teoria, la ragione. A
testimonianza dell’importanza che questo elemento rivestiva nella sua
concezione, vi è la famose espressione “Cogito ergo sum”, cioè
“penso quindi sono”.
Ma colui che può essere considerato il padre della scienza moderna è
sicuramente Galileo Galilei, al quale si deve l’introduzione del metodo
sperimentale. Egli abbandonò le teorie sull’origine metafisica dei fatti,

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