Page 14 - Quaderno 2017-2
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qualsiasi intervento delle arti magiche o ricorso ad interventi
sovrannaturali. Il suo metodo è riassumibile nel canone observatio e
ratio, così come spiegato nel Corpus Hippocraticum, l’insieme degli
scritti del medico di Cos e dei suoi discepoli, in cui non sono più
contemplati riferimenti al divino e al magico, a favore di una totale
razionalità in rapporto alla malattia. Molta importanza, per Ippocrate,
era rivestita dalla stessa figura del medico, da una parte prestigiosa e
dall’altra umana, perciò non infallibile. Proprio da questa
considerazione nacque l’importanza dello studio e dell’aggiornamento
costante, con varietà e diligenza, in modo da ridurre al minimo ogni
possibilità di errore3.
È nel famoso Giuramento di Ippocrate, oggi più che mai valido,
che possiamo ritrovare una vera e propria raccolta dei doveri e
principi a cui il medico deve ispirarsi. Sono le qualità morali e il senso
del dovere, nonché l’amore e la passione per la medicina, che devono
appartenere ad ogni medico.
È fondamentale affrontare tutti i problemi con cui ci si deve
confrontare, attraverso un metodo ragionato, che consta di tre fasi:
analisi, sintesi e deduzione. La prima consiste nella ricerca dei sintomi
e nella valutazione generale dello stato di salute; la sintesi serve
invece a ricondurre i sintomi riscontrati in un’unità concettuale ed
infine la deduzione è finalizzata a collegare la legge generale al caso
particolare.
Questo approccio, introdotto proprio dalla scuola di Ippocrate,
permette di identificare la malattia non come prodotto sovrannaturale
e limitato ad un singolo organo ma ad una conseguenza di azioni
3 Sterpellone L., Storia della medicina, Edizione San Paolo, 1998.
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