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paziente). Il medico, in questo tipo di rapporto, sfrutta la sua autorità e
la sua posizione, utilizzando un tipo di comunicazione autoritario che
pone il paziente in una posizione di secondo livello e che non gli
permette di poter significare i suoi malesseri.
La differenza di questa concezione con quella attuale è abbastanza
evidente, in quanto oggi è sicuramente maggiore il margine di
autonomia che è concesso al paziente, ritenendolo perciò in primis
responsabile per la propria salute. Egli può infatti effettuare delle
scelte in merito alle cure da seguire, data la maggiore autonomia e
consapevolezza di cui è dotato.
La nuova concezione del paziente come primo responsabile della
propria salute comporta però alcune problematiche. Non si può infatti
negare il gap di conoscenza ed esperienza che intercorre tra le due
figure, in particolare nella fase della valutazione della proposta
diagnostica. Il paziente a cui manca una conoscenza tecnica, e che si
basa solo sul sentito dire, estremizzando il concetto, può arrivare a
mettere in dubbio le analisi del medico.
È da questo contrasto che emerge l’importanza del rapporto di
fiducia, che dovrebbe invece consentire al medico di poter guidare, e
non forzare, il paziente verso una determinata terapia.
La situazione attualmente vissuta dal rapporto medico paziente è
di vera e propria emergenza, in cui le modalità comunicative di un
tempo hanno mostrato le proprie difficoltà ad imporsi in questo nuovo
scenario, in cui il sapere e la cultura medica sono a disposizione dei
molti. I mezzi di comunicazione di massa, che hanno un ruolo
fondamentale in questo contesto, da una parte aiutano il paziente ad
ampliare le sue conoscenze mediche, in particolare nel campo della
prevenzione, ma diventano nello stesso tempo veicolo di informazioni
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