Page 25 - Quaderno 2017-2
P. 25
competenti verte l’obbligo di adottare tutti i provvedimenti appropriati
al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica.
Il diritto di salute contiene anche un significato negativo: quello di
rifiutare le cure, anche se questo potrebbe comportare la morte
dell’individuo. Infatti quando non ricorrono i presupposti per il
trattamento sanitario obbligatorio, nessun individuo può essere
obbligato a subire una terapia, poiché questa può derivare solo da
un’accettazione consapevole e informata.
Così come sottolineato nei paragrafi precedenti, è cambiato
definitivamente il rapporto medico paziente, abbandonando
definitivamente il periodo del paternalismo medico (in cui
quest’ultimo agiva in maniera del tutto autonoma e godeva di una
fiducia illimitata del paziente) per far spazio ai diritti del singolo
paziente, con la sua capacità di autodeterminazione e che il medico
deve rispettare.
A proposito dei doveri del medico, non bisogna dimenticare il codice
di deontologia. Questo riassume tutte le norme che sono ritenute
“vincolanti” nell’attività di ogni soggetto che svolge la professione
sanitaria. Da questo deriva solo un obbligo di tipo etico – morale,
tranne nel caso in cui il medico, coinvolto in procedimento penale,
abbia violato norme deontologiche. In questo caso egli potrebbe anche
subire sanzioni disciplinari da parte dell’Ordine cui appartiene,
previste dall’art. 40 del D.P.R. 5 aprile 1950, nr. 221.
Caratteristica principale della deontologia medica 11 è la sua
“extragiuridicità”: è un insieme di norme di condotta che vengono
create e osservate spontaneamente dagli stessi componenti
11 Deontologia significa comportamento corretto, ossia disponibilità, capacità di ascolto,, serenità
di coscienza, tempo da dedicare al paziente.
21

