Page 180 - Quaderno 2017-1
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                                           CAPITOLO I

  Evoluzione storica della cooperazione in materia giudiziaria tra i Paesi membri
        dell’Unione Europea: dall’estradizione al mandato di arresto europeo

      L’approccio all’analisi della disciplina - sovranazionale e interna - del mandato di
arresto europeo non può prescindere dalla consapevolezza che il nuovo strumento di
consegna delle persone ricercate - istituito per soppiantare la tradizionale procedura di
estradizione- è parte integrante di un disegno più ampio, finalizzato alla creazione di uno
spazio giuridico comune a tutti gli Stati membri dell’Unione.

      Sono note, tuttavia, le difficoltà operative che continuano ad ostacolare la
realizzazione di questo ambizioso progetto, soprattutto nel settore penale, dove si registrano
le maggiori resistenze all’accettazione di un diritto “comunitario” capace di imporsi sui
singoli ordinamenti statuali, anche in ragione delle inevitabili ricadute sul piano dei diritti
fondamentali riconosciuti alla persona dalle fonti nazionali di rango primario. La
costruzione di uno spazio giuridico comune resta, dunque, un obiettivo tendenziale, nel
senso che ad esso occorre avvicinarsi per gradi, peraltro senza la certezza di raggiungerlo in
pieno, essendo difficile ipotizzare, almeno allo stato, una sostanziale e definitiva
armonizzazione dei sistemi penali europei. È proprio una realistica previsione degli sviluppi
del processo di omologazione delle normative nazionali che ha indotto le istituzioni
dell’Unione, nell’ultimo decennio, a intensificare gli sforzi finalizzati all’attuazione del
principio del mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie, ritenendola l’unica
prospettiva in grado di produrre risultati concreti sul fronte del potenziamento operativo
degli strumenti di cooperazione in materia penale1. Il mutuo riconoscimento - quale
presupposto per un’efficace circolazione dei provvedimenti giudiziari nel territorio
dell’Unione - non richiede, infatti, l’uniformità dei precetti normativi nazionali essendo
sufficiente, ai fini della sua concreta attuazione, “una mera corrispondenza delle. garanzie
procedurali e dei principi cardine propri dei diversi sistemi repressivi statali, nel cui rispetto

1 Sul punto in questione, G. DELLA MONICA, Il mandato di arresto europeo, 2012 e F. CAPRIOLI,
 Cooperazione giudiziaria e processo in absentia, in AA.VV., L’area di libertà, sicurezza e giustizia: alla ricerca di un
 equilibrio fra priorità repressive ed esigenze di garanzie, a cura di T. Rafaraci, Milano, 2007.
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