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Il quarto capitolo, invece, è strutturato sulla descrizione sommaria delle principali
modalità di recepimento della decisione quadro in alcuni Paesi europei. A tal proposito
particolare interesse hanno suscitato le legislazioni francesi e norvegese.
La prima, poiché connotata da una riforma costituzionale che ha sancito la sostanziale
introduzione dell’istituto del mandato di arresto europeo nella loro carta repubblicana; la
seconda, perché se il mandato d’arresto europeo rappresenta un obbligo per gli Stati
membri, così non è per la Norvegia che non vi è compresa ma che, essendo inserita nel
circuito Schengen attraverso l’adesione al Convention Implementing The Schengen Agreement (SIC)
del 14 giugno 1985, ha inteso, in via di principio, come un vincolo ineludibile la presa d’atto
del mandato d’arresto europeo, specie in relazione agli artt. 54 e 55 della CAAS
(Convenzione di Applicazione degli Accordi di Schengen) e la stessa decisione quadro come
una naturale estensione della originaria convenzione.
Il quinto e ultimo capitolo, infine, è volto alla trattazione di talune recenti sentenze
giurisprudenziali circa il Mandato di Arresto Europeo ritenute di rilievo sia sotto il profilo
teorico che professionale, in considerazione del ruolo fondamentale svolto dalla polizia
giudiziaria nella sua applicazione, soprattutto nella sua procedura passiva. In alcune di esse,
ad esempio, si possono riscontrare tematiche di indubbio rilievo per il rapporto tra Mandato
di Arresto Europeo e diritti umani (termini di mantenimento in custodia del ricercato, sent.
CGUE del 16 luglio 2015, n. C-237/ 15PPU; audizione della persona sottoposta a Mandato
di Arresto Europeo, sent. CGUE del 29 gennaio 2013, n. C-396/11; condanna in absentia,
sent. CGUE del 26 febbraio 2013, n. C-399/11), in materia di giurisdizione e magistrati di
collegamento (sent. Cass. Pen., Sez. VI del 5 gennaio 2015, n. 48), relative al principio del ne
bis in idem (sentt. CGUE del 27 maggio 2014, n. C-128/14 e Cass. Pen., Sez. VI del 31
gennaio 2014, n. 5092) e riguardante il principio di specialità (sent. Cass. Sez. I del 22
settembre 2014, n. 38637).

