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      Introduzione

      Il presente lavoro ha lo scopo di illustrare quale sia stata l’evoluzione della disciplina
normativa inerente allo strumento di cooperazione giudiziaria del Mandato di Arresto
Europeo, introdotto con la Decisione Quadro 2002/584/GAI del 13 giugno 2002, di
analizzarne le caratteristiche - con specifico riferimento alla normativa italiana di
recepimento (legge 22 aprile 2005, n. 69) -, i principali commenti dottrinali, le sue
applicazioni giurisprudenziali e, infine, le potenzialità giuridiche da esso derivanti sotto il
profilo di un sempre crescente sviluppo della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia
penale fra Paesi appartenenti all’Unione Europea. L’attuale contingenza geopolitica che
vede l’Europa sotto la costante minaccia del terrorismo internazionale e di una criminalità
organizzata sempre meno radicata a confinate realtà territoriali, impone una riflessione circa
uno dei principali archetipi fondanti il concetto stesso di sovranità nazionale: lo jus imperii
espresso dalla totale indipendenza normativa in ambito giudiziario e penale. In un Europa
affetta dal paradosso rappresentato dall’avere istituito un Unione di Stati fra loro senza
confini ma le cui autorità, al contempo, non scambiano efficacemente le informazioni
riguardanti la sicurezza nazionale(esempio lampante ne sono i tragici fatti di Parigi del 13
novembre 2015), risulta evidente come il paradigma politico e, di conseguenza, giuridico
necessiti di un cambiamento radicale e come il sistema di sicurezza europeo,
originariamente pensato per contrastare minacce esterne, abbia bisogno di essere rivisto al
fine di fronteggiare le più attuali sfide rappresentate dall’infiltrazione terroristica e
dall’incalzante estensione dei radicamenti socio-economici delle organizzazioni criminali.

      In tale ottica, può essere inquadrato il Mandato di arresto europeo, non definibile - sic
et simpliciter - come una mera riproposizione dello strumento dell’estradizione interpretata in
chiave europeista bensì come un traguardo rivoluzionario nel percorso di mutuo
riconoscimento delle decisioni giudiziarie e, allo stesso tempo, come una tappa del più lungo
e tortuoso cammino di armonizzazione dei sistemi penali fra Paesi europei, vero viatico per
la costruzione di un effettivo spazio giuridico comune e la creazione di una tanto agognata
identità europea. Si è, dunque, ritenuto di dividere il presente lavoro in sei capitoli, che
analizzano, sotto diverse prospettive, il mandato di arresto europeo.
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