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CURIOSANDO NEL MUSEO DELL’ARMA





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                                                                     Giannizzeri avveniva


                          PER SAPERNE DI PIÙ
            La struttura sociale ottomana si articolava su diverse          come “tributo”.
            categorie sociali: i contadini ovvero il “gregge” (retag-
            gio della tradizioni delle steppe), gli uomini esperti          Un ufficiale dei
            in  dottrina  religiosa,  i  giudici  chiamati  Kadi.  Un
            ruolo influente era assunto dai guerrieri eredi dei
            cavalieri delle tribù e vero fondamento dell’Impero         Giannizzeri, ogni 5
            ottomano. In tale articolato sistema il Sultano era il
            proprietario  di  beni  e  persone,  sulle  quali  aveva     anni, si recava nei
            diritto di vita e di morte. Per dettame religioso non
            potevano esistere schiavi, schiavi intesi come li inten-
            diamo  noi.  Si  trattava  di  uomini  liberi,  liberi  di  villaggi e, radunati
            decidere quale carriera intraprendere e quale fede
            professare, ma tutti indistintamente dovevano con-           i bambini maschi
            tribuire al pagamento delle tasse. Le imposte, oltre
            che in denaro, erano raccolte sotto forma di “lavoro
            forzato salariato”, ovvero non ci si poteva sottrarre        di circa dieci anni,
            alla chiamata e si veniva regolarmente pagati. Per
            esempio, una volta l’anno parte dei lavoratori impie-                iniziava ad
            gati nella costruzione delle navi, veniva prelevata dai
            villaggi del regno dal “Rais” (il capo di una galera) e             ispezionarli
            condotta a lavorare nei cantieri navali come rematori
            per un certo periodo di tempo. Al termine del servi-
            zio reso al Sultano, si poteva tornare a casa. La scelta             e sceglierli
            veniva fatta con criterio, in modo da non lasciare le
            famiglie  di  contadini  senza  sostentamento.  Molte
            volte  un  volontario  veniva  pagato  dagli  altri  per  anni, iniziava ad ispezionarli e sceglierli. Può sem-
            andare  spontaneamente  in  sua  vece.  Il  sistema  si  brare  una  pratica  crudele  e  ingiusta  e  forse,
            ripeteva ciclicamente, però i funzionari a ciò preposti  ovviamente, per alcune famiglie poteva essere così,
            cercavano di evitare il coinvolgimento della comunità   ma per i ragazzi selezionati si apriva un futuro di
            che aveva già pagato il  tributo l’anno precedente.     istruzione e carriera alla corte dell’Imperatore. Anche
            Arriviamo così finalmente agli Yanicer, i Giannizzeri   in questo caso nella scelta si evitava di chiamare i
            del Sultano, che per secoli seminarono il terrore nel-  figli  unici,  i  figli  di  vedove  o  coloro  che  fossero
            l’immaginario occidentale.                              l’unica fonbte di sostentamento unico delle famiglie.
            Il loro reclutamento può essere collocato in questa     I bambini scelti venivano condotti a Costantinopoli
            fattispecie di “tributo”. Veniva infatti chiamato “il tri-  e diventavano proprietà diretta del Sultano. Per una
            buto  dei  bambini  o  raccolta”  (dershir-me).  Un     legge coranica, come abbiamo detto prima, nessuno
            ufficiale dei Giannizzeri, ogni 5 anni, si recava nei   poteva  essere  posto  in  schiavitù,  ma  divenire
            villaggi  (esclusivamente  composto  da  sudditi  cri-  “schiavo” del sultano non era considerata come una
            stiani) e, radunati i bambini maschi di circa dieci     prigionia bensì un’opportunità unica per garantire un



            78 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO IV
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