Page 20 - Forestale N. 89 novembre - dicembre 2015
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“Disciplina igienica della produzione e del com-
mercio della birra”, in Italia esistono 5
denominazioni di vendita, legate al grado Plato
(ovvero alla concentrazione zuccherina del mosto):
birra analcolica, birra leggera o birra light, birra,
birra speciale e birra doppio malto.
birra agricola
Sul mercato è possibile trovare una nuova tipolo-
gia di birra: con il decreto ministeriale 212/2010
(MEF) “Individuazione dei beni che possono
essere oggetto delle attività agricole”, è nato il
concetto di “Birra Agricola” o “Agribirra”, con la
conseguenza che tale denominazione di vendita
può ritenersi corretta.
Il decreto prevede che le produzioni del malto e
della birra, ma anche della grappa, del pane e
degli altri prodotti di panetteria freschi sono, a
tutti gli effetti, attività connesse a quella agricola
e quindi soggette a tassazione più vantaggiosa.
Per commercializzare questa nuova tipologia di dotta con metodologie artigianali che, al contrario,
birra, le aziende devono produrre al loro interno la possono acquistare materia prima di qualunque
materia prima, ovvero orzo e altri cereali maltabi- provenienza.
li, luppolo, ecc., per almeno il 51% del totale Tuttavia, l’orzo coltivato nei propri campi non
(percentuale che diventa il 70% per gli aderenti al necessariamente è una garanzia di qualità, in quan-
Co.Bi o al marchio “Agribirra” registrato dal con- to non è detto che sia migliore rispetto a quello di
sorzio stesso). È questa la principale differenza tra aziende che da secoli lavorano nel settore della
i produttori di birra agricola e quelli di birra pro- maltazione di questo cereale.
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