Page 22 - Forestale N. 89 novembre - dicembre 2015
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dell’orto che insegna il fai da te a quello della
ritorno a più modelli spesa che aiuta ad ottimizzare gli acquisti di frut-
di consumo tradizionali ta e verdura. “È in atto a livello globale una
Una ragione per le migliori prestazioni del tendenza al riconoscimento del valore alimentare
2014/15 è stata un generale ritorno a modelli di di frutta e verdura alla quale dobbiamo saper dare
consumo più tradizionali come risultato della una risposta concreta”, ha affermato il presiden-
crisi in corso. Anche se il cibo fresco ha sempre te della Coldiretti Roberto Moncalvo nel
giocato un ruolo forte nella dieta della nazione, il sottolineare che “l’Italia ha il primato europeo
prezzo relativamente basso di questi prodotti va nella produzione che genera un fatturato di 13
sempre più verso un uso favorevole. Il cibo fre- miliardi con 236.240 aziende che producono
sco, per esempio, ha superato alimenti frutta, 121.521 che producono ortaggi, 79.589
con fezionati in termini di volumi di vendita al patate e 35.426 legumi secchi”.
dettaglio nel 2014, e la maggior parte delle cate- Per la prima volta la spesa per frutta e verdura
gorie ha visto un andamento più positivo nel degli italiani ha sorpassato quella per la carne ed
2014 rispetto al 2013. è diventata la prima voce del budget alimentare
delle famiglie con una rivoluzione epocale per le
le abitudini di acquisto dei tavole nazionali che non era mai avvenuta in que-
sto secolo.
consumatori sono Va evidenziato, però, che il consumo di frutta
determinate dal prezzo seppur in aumento, incrementa anche le importa-
Rivenditori di generi alimentari tradizionali come zioni da Paesi del bacino del mediterraneo a tutto
fruttivendoli, macellai e pescivendoli,
così come i mercati, hanno lasciato il
posto a moderni commercianti, che
rappresentano la maggioranza delle
vendite di volume al dettaglio di ali-
menti in Italia. Mentre i piccoli negozi
indipendenti hanno dimostrato di
essere più vulnerabili, ma alcune riven-
dite di prodotti regionali tradizionali,
come fruttivendoli a chilometro zero,
sono riuscite invece a trarre vantaggio
da parte dei consumatori.
“La spesa degli Italiani per gli acquisti
di frutta e verdura infatti – sottolinea
la Coldiretti – rappresenta ora il 23 per
cento del totale del budget destinato
dalle famiglie all’alimentazione per un
importo di 99,5 euro per famiglia al
mese contro i 97 euro della carne che,
con una incidenza del 22 per cento sul
totale, perde per la prima volta il primato”.
L’affermarsi dell’ortofrutta nella dieta degli discapito della produzione nazionale. Infatti,
Italiani ha fatto nascere opportunità professiona- come di recente riportato in un articolo de “La
li come dimostrano i nuovi mestieri della frutta e Stampa”, dal 2000 a oggi a scomparire sono stati
verdura scesi in campo all’Expo per iniziativa una pianta di limoni su due, quattro peri e peschi
della Coldiretti con dimostrazioni pratiche, dal su dieci, tre aranci su dieci, oltre un melo su quat-
sommelier che insegna a scegliere il miglior tipo tro. Si è passati da 426mila a 286mila ettari
di frutta da abbinare al pasto, allo scultore che coltivati a frutta, proprio mentre le importazioni
crea magie usando le verdure, dal personal trainer dall’Italia crescevano del 37 per cento.
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