Page 27 - Forestale N. 67 marzo - aprile 2012
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TERRITORIO / Mestieri scomparsi
























          UN GIORNO





          CON I BUTTERI                                                                      © Ufficio Stampa CfS







          Il lavoro duro e selvaggio dei nobili e romantici mandriani
          della Maremma nei ricordi un giovane apprendista
          di Cristiano Manni

                uesta notte ha nevicato, evento abbastan-  anni si lavora come semplice addetto al bestiame.
                za raro da queste parti, e stamattina tira  Si sta dietro ad un anziano del mestiere, e si fa
                una tramontana fredda e tesa, che se non  quello che lui dice. Si impara a riconoscere gli
          Q ti copri bene le orecchie, te le porta via.  animali bradi dell’azienda, per nome e per carat-
          Come tutti i giorni, anche stamani sono le sette  tere, i trucchi del mestiere, e come tirarsi fuori
          del mattino, e a fatica si distingue il timido chia-  dalle situazioni meno agiate. Stamattina, tanto
          rore dell’alba, ma ci vorrà quasi un’altra ora,  per cominciare, c’è una bella rogna da risolvere: è
          prima che faccia un po’ giorno. La gente di que-  periodo di nascite, tra le vacche e, si sa, le marem-
          ste parti, di neve, ne vede ben poca, e ogni volta  mane nascono e muoiono fuori, senza mai
          la sorpresa dell’evento stempera il disagio.  vedere una stalla. Si abbrancano tutte nei recinti,
          Lorenzo è giovane, e può ancora ben stupirsi di  perché non si disperdano per la macchia, ma ogni
          questi spettacoli. È entrato da poco in azienda,  tanto qualche fattrice sfugge, e si rifugia nel folto
          ancora all’asciutto di tutto. Comincia ora ad avere  degli arbusti, che crescono rigogliosi sotto la
          un po’ di confidenza col cavallo e, lui non lo sa,  pineta. Questa volta non accompagnerà un but-
          ma è meglio così, ché quelli che entrano troppo  tero, ma dovrà uscire col  portaspese. Questi è il
          bravi poi, alla fine, meno si adattano alla monta  vice del massaro, il capo dei butteri dell’azienda.
          da lavoro.                                Lui sa bene dove se ne vanno le vacche a parto-
          Levate all’alba, pioggia, vento, oppure caldo, afa,  rire, quando non entrano nei recinti. Questa, poi,
          mosche, tafani, tutti i giorni assieme alle bestie:  è abbastanza irritabile di carattere, e con il picco-
          ce ne vorrà, per diventare un buttero! I primi  lo, se ha già sgravato, sarà ancora peggio.


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