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ECENSIONI
R RECENSIONI
concreto, in carne e ossa; l’altro fantastico, frutto di un’immaginazione
a volte mitica, altre volte distorta, fatta di leggende, fantasie e supersti-
zioni. Pochi animali, infatti, hanno caratterizzato e influenzato la cultura
come il lupo, da Cappuccetto Rosso a Balla coi lupi.
Morto Marghera - “Morto Marghera”, così era stato scritto a caratteri
cubitali su una ciminiera di Porto Marghera da parte di una combattiva
associazione ambientalista. Di morti quel Petrolchimico ne ha fatti pa-
recchi e le indagini del Corpo forestale dello Stato sono servite a far lu-
ce su una delle pagine nere dell’inquinamento industriale in Italia.
Proviamo però a chiudere gli occhi e a catapultarci nel 2050. Da molto
tempo ormai sono cessati gli attentati di stampo ecoterroristico che
avevano sconvolto il pianeta in segno di disperata rivolta contro una
situazione ambientale fattasi via via più insopportabile. Così almeno si
immagina il nostro Paese Eraldo Baldini in Melma (Edizioni Ambiente,
2007). In questo noir si illustra il progetto di recupero dei siti compro-
messi ideato da una potente organizzazione internazionale. “Il
Dipartimento” sta per essere avviato quando la figlia del capo di quel-
l’ente viene chissà perché rapita e, si ipotizza, tenuta prigioniera
nell’Area 1, quella del Petrolchimico dell’Alto Adriatico, ora distrutto e
abitato solo da una umanità reietta, marginale, apparentemente rasse-
gnata. Toccherà a Padre Nelson Cattelan, scelto come intermediario,
recarsi in quel luogo difficile in cui la natura si sta riappropriando delle
rovine: una natura degenerata, mutante, ostile, anche a causa del
“grande caldo” che sta sempre più attanagliando il pianeta.
Una discesa agli inferi, un viaggio allucinante in un mondo sconvolto
dai disastri causati in vari modi dall’uomo, dentro una melma di intrighi
e di colpe, di dolore e di lotte, alla scoperta di segreti sconvolgenti. Un
viaggio, allo stesso tempo, che potrebbe condurre alla speranza.
«Abbiamo mangiato il frutto proibito, ne stiamo pagando le conse-
guenze e sempre più le pagheremo care», afferma Eraldo Baldini.
«Nonostante il “divieto” che avrebbero dovuto imporre la ragione, il
buon senso, la rettitudine, la lungimiranza, ci siamo accaniti sul nostro
povero pianeta sfruttandolo e avvelenandolo, in un insensato bacca-
nale suicida, in una danza macabra e avida condotta da predoni sen-
za scrupoli pronti a sacrificare un bene di tutti per il proprio tornaconto.
Forse è tardi per fermarsi, per rimediare, per salvarsi. È tardi, ma qual- 8
cosa ancora si può e si deve fare se vogliamo che ci sia la possibilità n. -
di un futuro. Io sono un narratore e il mio modestissimo contributo lo III
posso dare scrivendo, con la speranza che il mio messaggio arrivi a
qualcuno e lasci un piccolo segno». Anno
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