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Innovazione e trasparenza nel processo di certificazione C.I.T.E.S.
accennate, non consentono più deroghe o giustificazioni di sorta alla P.A.
inadempiente, che deve pertanto conformarsi prevedendo delle modalità
di accesso semplici e chiare in relazione allo specifico procedimento.
Proprio in tale ottica deve essere concepito il servizio di “trasparenza
on-line” dei procedimenti autorizzativi CITES, così da rendere possibile al
cittadino/impresa, la consultazione in rete per conoscere: lo stato del pro-
cedimento, l’esito dell’istanza presentata, il responsabile del procedimento.
L’aspetto sicuramente più importante è dato dalla possibilità di consul-
tazione on-line dello stato della domanda, attraverso la visualizzazione di
un messaggio codificato relativo allo stadio del procedimento fino a quan-
do non è concluso, solo allora la richiesta sarà “evasa con esito positivo” e
il relativo certificato potrà essere ritirato allo sportello dell’Ufficio CITES.
Tale forma di pubblicità è sostitutiva della comunicazione persona-
le, potendo l’interessato prendere visione di tutti quegli elementi che
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formano la comunicazione di avvio del procedimento (artt. 7 e 8, L.
241/90 modificata dalla L. 15/05), nonché della comunicazione dei
motivi ostativi all’accoglimento della domanda agli interessati (art. 10
bis, L. 241/90 modificata dalla L. 15/05).
I miglioramenti attesi dal ridisegno del processo
Il servizio di domanda di certificazione on-line rappresenta un esempio
di “reingegnerizzazione” del processo puntando su un’applicazione più
spinta ed appropriata della telematica ed un’azione di sensibilizzazione del-
le risorse umane coinvolte nel processo, sia operatori che utenti (Figura 2).
Con l’innovazione della domanda di certificazione on-line, si determina
essenzialmente da un lato una semplificazione della fase di presentazione
della domanda, dall’altro uno snellimento dello fase istruttoria. Al cittadi-
no/impresa si da infatti la possibilità di inoltrare la domanda via web diret-
tamente dalla propria sede, evitando così di recarsi ogni volta allo sportello.
L’Ufficio CITES, dal canto suo, vede agevolato il lavoro di protocol-
lazione tramite la gestione informatizzata del protocollo, ma soprat-
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tutto l’operatore non deve più digitare tutti i dati ma semplicemente 7
scorrendo i diversi campi è tenuto a controllare la correttezza e la veri- n. -
dicità dei dati indicati nella domanda, i quali una volta validati vengono III
riportati automaticamente nel certificato, accorciando decisamente i
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