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Per una critica estetica degli alberi di Roma


































               suo nome latino deriva da Cercis (ago, spola) e deriva dal greco Kerkis
               (nave) per la forma dei suoi frutti: le silique, lunghi baccelli che persisto-
               no sulla pianta per tutto l’inverno. Il Cercis che si trova in via di San
               Gregorio accanto all’ingresso del Palatino è, per il suo portamento co-
               ricato e aperto in numerose ramificazioni, per l’età che lo contraddistin-
               gue (che sarebbe interessante conoscere bene) e la grandiosità nel pe-
               riodo della sua fioritura, uno degli alberi più belli, famosi e “vezzosi”
               dell’intera città. Non è molto vissuto (solo dai distratti visitatori del
               Palatino che ci montano sopra per farsi fotografare, con aria da trofeo,
               mettendo a volte a rischio l’integrità dei rami bassi che così tendono a
               spezzarsi) perché non accessibile dalla cancellata di ferro che lo divide
               dall’esterno e questo è un peccato perché gli alberi vanno toccati (forse
               tra qualche anno scopriremo che come per gli umani il tocco ha una
               funzione terapeutica e che un albero che non viene toccato si ammala
               più facilmente?).


                  Il canforo di Via Cernaia - Difficile è trovare alberi monumentali (dai
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               tronchi e dall’altezza considerevoli) che vivono nelle strade della città,
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               solitamente si trovano nei parchi o nelle ville: trovare un’eccezione a
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