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Per una critica estetica degli alberi di Roma
questa regola è un evento raro che ne caratterizza l’importanza non so-
lo dal punto di vista estetico ma anche da quello più tecnico della rimo-
zione delle polveri sottili (dicono F. Stanco e M. Biocca «un albero con
diametro del tronco di 77 cm riesce a rimuovere 70 volte di più sostan-
ze inquinanti rispetto ad uno con il tronco di 10 cm: quantitativamente
il primo può rimuovere 1,4 kg di sostanze inquinanti e il secondo 0,02
kg ogni anno. Ciò significa che occorrerebbero 70 giovani alberi - con
tronco di 10 cm di diametro - per sostituire un esemplare di 77 cm di
diametro») e che quindi necessita di maggiori interventi, attenzione e
cura. Il canforo di Via Cernaia si trova all’interno di un piccolo giardi-
netto ad angolo con via Volturno. Per alcuni (Giuseppe Massari) è un
falso canforo Cinnamomum glanduliferum, e per altri (De Vico Fallani) è
un vero canforo Cinnamomun camphora) che risulta essere lì almeno dal
1926, quando furono risistemati i giardini. Il suo tronco e la sua altezza
sono considerevoli e così la ricchezza delle sue foglie che poi diventano
rosse e che se stropicciate emanano il caratteristico odore di canfora.
Alla base del tronco è presente invece una grande carie alla quale l’albe-
ro ha reagito comparti-
mentandosi. È evidente
che è un albero che ha bi-
sogno di un intervento im-
mediato che ne attesti la
salute, la stabilità e faccia
di tutto, anche attraverso
costose applicazioni den-
drologiche, di continuarne
la vita (senza interventi il
passo successivo è un’e-
ventuale diagnosi di peri-
colosità e instabilità e
quindi il taglio che rappre-
senterebbe una sconfitta: 6
una perdita di un impor- n.
tante patrimonio culturale - II
comune). A Roma ci sono
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