Page 209 - SilvaeAnno02n06-005-Sommario-pagg.004.qxp
P. 209

Caccia di selezione in Italia e gestione della fauna selvatica nei parchi nazionali


               zione del loro territorio.
                  Caprioli, cinghiali, daini e cervi sono, nell’ordine, gli ungulati selvati-
               ci maggiormente coinvolti nei sempre più numerosi incidenti automo-
               bilistici che si verificano sulle strade italiane e che provocano notevoli
               danni alle autovetture e, in casi particolari, anche gravi lesioni alle per-
               sone a bordo.
                  Ovviamente, l’intensità e la quantità dei danni da grufolate, da bru-
               camenti, da scortecciamenti e da collisioni con autoveicoli sono diretta-
               mente proporzionali alle quantità numeriche delle varie popolazioni di
               ungulati che insistono su una determinata area. Ossia, maggiore è la
               popolazione di questi animali esistente in una data zona, minore sarà la
               capacità portante di quell’area e, di conseguenza, maggiori saranno i
               danni registrati in quel territorio. Da qui, la necessità di controllare le
               popolazioni delle specie più numerose, al fine di ridurre i danni.
                  Giova ricordare, però, che si tratta pur sempre di animali selvatici
               che pagano azioni sbagliate dell’uomo, il quale - sterminando i predato-
               ri naturali, distruggendo ampie zone boschive, manipolando le zone
               rurali o effettuando reintroduzioni disinvolte per motivi venatori - ha
               spezzato la catena trofica di molti ecosistemi, compromettendo conse-
               guentemente i delicati equilibri che governano i rapporti tra le varie
               componenti della biocenosi.
                  A livello etico sarebbe, quindi, auspicabile che, oltre alla caccia di se-
               lezione, riconosciuta comunque come un importante strumento ai fini
               della gestione faunistica, si adottassero anche altre soluzioni alternative e
               meno cruente, quali le catture, gli spostamenti, le sterilizzazioni e altri
               interventi a medio e lungo termine in grado di limitare l’espansione delle
               popolazioni di animali selvatici. Anche perché un punto critico della
               caccia di selezione è costituito dal fatto che spesso, per carenza dei sog-
               getti istituzionali (I.N.F.S., Polizia provinciale e Forestale), i censimenti
               degli ungulati artiodattili - propedeutici ai successivi piani di selezione -
               sono eseguiti dagli stessi soggetti che poi procederanno ai singoli abbat-
               timenti. E quindi, da un punto di vista meramente teorico, alcuni caccia-
               tori selecontrollori (non tutti, ovviamente), per soddisfare il loro interes-
               se venatorio, potrebbero, in via astratta ed ipotetica, gonfiare i dati del
          Anno
               censimento a loro affidato: maggiore è il numero dei capi censiti oggi e
          II
          -
          n.
          6
         212 SILVÆ
   204   205   206   207   208   209   210   211   212   213   214