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Quesiti pratici ed operativi a proposito di rifiuti liquidi e scarico nel nuovo Testo Unico ambientale


               Un inciso che, pretendendo di interpretare le leggi della fisica, non so-
               lo dal 1999 ad oggi non ha chiarito nulla ma ha anche generato infinite
               “sub interpretazioni” fondate sullo stato fisico della cosa che deve esse-
               re diversa da una cosa solida (es. batterie in mare).


               Che cosa è un corpo recettore? Che cosa è la cosa diversa dalla
               cosa solida che arriva nel corpo recettore?
                  I corpi recettori non sono individuati in via implicita dalla definizio-
               ne di scarico (articolo 74, c. 1, lett. ff), bensì in modo assolutamente
               esplicito. Si tratta, infatti, di: “acque superficiali, suolo, sottosuolo e rete fogna-
               ria”. In ipotesi, laddove fosse possibile e si affluisse in acque sotterra-
               nee non si avrebbe lo “scarico” perché tali acque non sono previste co-
               me corpo recettore.
                  Come è evidente, si tratta di corpi recettori “naturali” (acque super-
               ficiali, suolo, sottosuolo) ai quali se ne aggiunge uno, ed uno solo, di ori-
               gine antropica: la rete fognaria. Quindi, qualsiasi altro recettore non na-
               turale e diverso dalla rete fognaria non è un “corpo recettore” in senso
               tecnico nel quale può confluire un’acqua reflua ai fini della configura-
               zione dello scarico al quale applicare la parte III, D.Lvo 152/2006 rela-
               tiva alla tutela delle acque. Pertanto, eventuali altre infrastrutture (diver-
               se dalla rete fognaria) nonché qualsiasi altro manufatto comunque im-
               putabile alla costruzione dell’uomo (es. camion o vasca) non è corpo re-
               cettore; quindi, non può ricevere uno “scarico”. Può solo ricevere rifiu-
               ti allo stato liquido rappresentati da acque reflue che, come tali, rientra-
               no nella disciplina di cui alla parte IV, D.Lvo 152/2006 (relativa alla ge-
               stione dei rifiuti).
                  Inoltre, la materia può essere presente in natura in diverse fasi o sta-
               ti, caratterizzati da uniforme composizione chimica e proprietà fisiche
               (densità, struttura cristallina, indice di rifrazione, ecc.). Gli esempi più
               familiari di stati della materia sono costituiti dagli stati solido, liquido e
               gassoso. Quindi, l’acqua reflua non è altro che l’acqua che dopo essere
               stata utilizzata viene “scaricata”, “allontanata”, “smaltita”, cioè fluisce
               verso un sistema diverso da quello di provenienza. Questo è il motivo
               per il quale “rifluisce”. Nello scarico si ha dunque una cosa liquida o
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               certamente diversa da una solida; va sottolineato, però, che mentre uno
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