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Danni alluvionali in Puglia: non dimentichiamoci della difesa del suolo
schio molto elevato sia nella parte nord e nord-ovest della città di Bari
che nei suoi dintorni lungo le propaggini di avvallamenti naturali che
dall’entroterra si spingono verso la città. Altre aree a rischio molto ele-
vato si trovano nei dintorni di Carbonara, Bitritto, Canneto, Montrone,
Grumo Appula, Palo del Colle e Toritto. Le aree ad alta probabilità di
inondazione, invece, sono localizzate oltre che nei siti citati, anche qua
e là nelle depressioni naturali ed in quelle che formano le aste torrenti-
zie. Sul versante ionico la situazione di pericolosità è ben più estesa:
prevede un’area a rischio molto elevato localizzata sulla fascia ionica a
destra e a sinistra del fiume Tara; altre situazioni simili le troviamo in-
torno ai centri abitati di Palagiano, Castellaneta, Palagianello e Massafra;
quelle ad alta probabilità di inondazione le troviamo limitrofe a gran
parte della S.S. 106, lungo le aste torrentizie principali e soprattutto a
valle di Massafra ed un vasto territorio a nord di Palagiano. Tra tutte le
aree considerate sia del versante adriatico che di quello ionico non ven-
gono segnalate dal Piano aree a pericolosità di frane.
Il PAI della Puglia è finalizzato al miglioramento delle condizioni di
regime idraulico e della stabilità dei versanti, necessario a ridurre gli at-
tuali livelli di pericolosità e a consentire uno sviluppo sostenibile del ter-
ritorio nel rispetto degli assetti naturali, della loro tendenza evolutiva e
delle potenzialità d’uso. Esso, ai sensi dell’art. 17, comma 1, della Legge
18 maggio 1989, n. 183, ha valore di Piano Territoriale di Settore ed è
lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il
quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme d’uso finaliz-
zate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo rica-
dente nel territorio di competenza dell’Autorità di Bacino.
Ai sensi del comma 4 del citato articolo, il PAI è strumento coordi-
nato con i programmi nazionali, regionali e locali di sviluppo e di uso
del suolo; ai suoi indirizzi ed obiettivi vanno adeguati altri strumenti di
pianificazione. A tale fine entro dodici mesi dall’approvazione del Piano
verranno adeguati i programmi del settore zootecnia, della produzione
ortofrutticola, della forestazione, della bonifica, dello smaltimento e ge-
stione dei rifiuti, dei servizi infrastrutturali, ecc. Essendo uno strumen-
to pianificatore sopracoordinato fissa le disposizioni generali per le aree
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a pericolosità idraulica, predispone studi di compatibilità idraulica, defi-
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