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Danni alluvionali in Puglia: non dimentichiamoci della difesa del suolo


            gittimazione giuridica a bacino montano, furono previste e realizzate dal
            Genio Civile e dall’Ispettorato Forestale di Bari opere di sistemazioni
            idraulico-forestali sia a valle che a monte. Nei dintorni di Bari risultano
            realizzate cinque grosse briglie nell’alveo del torrente Picone e diverse
            opere di canalizzazione che deviando il percorso terminale del Picone e
            del Montrone, rispettivamente, nel Lamasinata e nel Valenzano, proteg-
            gono attivamente la città capoluogo da possibili allagamenti.
               Sulle pendici del bacino, il Genio Civile iniziò nella stagione silvana
            1928-29 i lavori di rimboschimento, ma questi, già nell’anno successivo,
            vennero affidati all’Amministrazione Forestale dello Stato. Detti lavori
            furono finanziati inizialmente con fondi del ministero LL.PP., poi con
            quelli del ministero dell’Agricoltura e delle Foreste. L’opera di rimbo-
            schimento continuò fino al 1979, dopo di che non ci fu nessun altro
            ampliamento; oggi nei soli ventagli di raccolta dei torrenti Lamasinata e
            Picone risultano censiti poco oltre 1.800 ha di rimboschimenti realizza-
            ti prevalentemente con conifere.
               Anche il bacino idrografico del fiume Lato risulta avere una forma
            più o meno a ventaglio e idrograficamente è attraversato da diversi tor-
            rentelli che alimentano i due solchi gravinali più importanti che prendo-
            no il nome dalle città di Castellaneta e Laterza. Molte pendici di questo
            bacino, come pure tutta la fascia costiera e diverse altre aree della zona
            della Murgia tarantina, furono oggetto di attenzione da parte dello
            Stato che sottopose il territorio ad interventi di difesa del suolo con
            prevalenti ed imponenti opere di rimboschimenti.
               Ma l’eccezionalità degli eventi ed il cattivo stato di conservazione e
            manutenzione del reticolo idrografico, unitamente ad altri elementi,
            conduce spesso tutto il sistema ad una inesorabile crisi idraulica.
               Con Delibera n. 25 del Comitato Istituzionale, durante la seduta del
            15 dicembre 2004, l’Autorità di bacino della Puglia ha adottato il “Piano
            di Bacino della Puglia, Stralcio Assetto Idrogeologico e delle relative
            misure di salvaguardia”. Tale piano è immediatamente vincolante per le
            Amministrazioni, gli Enti Pubblici ed i privati dei territori ricadenti nel-  5
            la perimetrazione dell’Autorità di Bacino della Puglia, individua aree a    n.
            rischio e prevede l’applicazione di norme di attuazione ed interventi si-   -  II
            stematori. Il Piano, per i bacini del versante adriatico, prevede aree a ri-
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