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Danni alluvionali in Puglia: non dimentichiamoci della difesa del suolo
In quest’ultima circostanza, la maggiore distanza dal mare ha con-
sentito all’azione devastante dell’acqua di effettuare un più lungo per-
corso nell’asta torrentizia, di sottoporre al fenomeno erosivo una mag-
giore superficie di terreno e di conseguenza di produrre più danni.
L’evento dell’8 settembre 2003 nel versante ionico fu di intensità e
dimensioni ancora più rilevanti; l’area maggiormente interessata ab-
bracciava i Comuni di Castellaneta, Massafra, Taranto, Gioia del Colle,
Martina Franca, San Giorgio Jonico e Noci. Le stazioni meteorologiche
di Castellaneta, Massafra e Masseria Chiancarello, alla dodicesima ora
dall’inizio della pioggia, registravano, rispettivamente, precipitazioni di
244,2, 223,8 e 166,0 mm. Una simile catastrofe, probabilmente, non
aveva mai avuto precedenti e le conseguenze disastrose oltre che luttuo-
se furono enormi.
Fu la stazione di Castellaneta che evidenziò il fenomeno più rilevan-
te: dopo una sola ora di pioggia erano già caduti oltre 140 mm e nelle
successive due ore continuò a piovere fino a superare in sole tre ore i
224,00 mm di pioggia. Quello che preoccupa del versante ionico è che
questi eventi negli ultimi anni si stanno verificando con una certa fre-
quenza. Ultimamente, hanno determinato uno stato di allerta sia la pre-
cipitazione dell’11 novembre 2004 che quella del 7 ottobre 2005, quan-
do la stazione di Massafra in ventiquattro ore di tempo registrò una
pioggia di 197,0 mm.
Ancora più catastrofico fu l’evento che si verificò nei giorni del 29 e
30 gennaio 1996 quando, buona parte della provincia di Taranto, ma in
particolare la fascia costiera, fu inondata pericolosamente creando an-
cora una volta situazioni di rischio.
La Tabella 1, in cui si evidenzia il fenomeno delle precipitazioni di
massima intensità in alcune stazioni idrografiche del versante adriatico e
ionico della Murgia, mostra che il pericolo di generare fenomeni di eson-
dazione dei corsi d’acqua è reale ed assume maggiore possibilità nel tri-
mestre settembre-novembre; maggio rappresenta il mese con meno pre-
cipitazioni intense e aprile e giugno sono pure relativamente tranquilli.
Dalla tabella, che è il risultato di una elaborazione di dati riguardanti
le precipitazioni di massima intensità nel periodo 1965-1996, si eviden-
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zia che nel versante ionico gli eventi più preoccupanti si sono verificati
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