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Danni alluvionali in Puglia: non dimentichiamoci della difesa del suolo


               Considerazioni geomorfologiche
                  L’altopiano murgiano ha una forma di rettangolo irregolare con i la-
               ti maggiori più o meno paralleli alla catena appenninica; è delimitato a
               nord-nord-ovest dalla pianura del fiume Ofanto; a nord-est dal mare
               Adriatico; a sud-sud-est dalla pianura Tarantino-Messapica e a sud dal-
               la Fossa Bradanica.
                  Geologicamente il promontorio murgiano è costituito da varie unità
               litologiche delle quali quelle maggiormente rappresentate sono i calcari
               mitrici e bioclastici del Cretaceo (calcare di Altamura e Bari). Forma
               l’ossatura principale dell’intera Murgia, potendo sprofondare per alcu-
               ne migliaia di metri; è una roccia resistente alla compressione ma abba-
               stanza permeabile per l’intenso stato di fessurazione ed il notevole gra-
               do del fenomeno carsico.
                  Circondano l’intera Murgia, costituendone il piede, le rocce carbona-
               tiche vacuolari (tufi calcarei) del Pleistocene. Costituiscono i cosiddetti
               “tufi delle Murge” del Pleistocene inferiore alcuni depositi localizzati in
               special modo intorno ad Adelfia, Acquaviva delle Fonti e Gioia del
               Colle. I tufi hanno uno spessore molto limitato di alcune decine di me-
               tri, sono poco permeabili e, rispetto all’unità precedente, sono molto
               meno resistenti alla compressione.
                  I depositi quaternari recenti li troviamo in modo particolare nella
               Fossa Bradanica e costituiscono i terreni irregolari che si affacciano sul
               mare Ionio e, in minore quantità, sull’Adriatico. Altimetricamente l’al-
               topiano è costituito da diversi terrazzi che rappresentano il risultato
               geologico, raggiunto dopo milioni di anni, per fenomeni di collisione
               fra le zolle primigene che generarono sollevamenti (Alpi, Appennini,
               Murgia, ecc.) e depressioni (Fossa Bradanica) della crosta terrestre. La
               roccia calcarea emersa, da allora e tuttora, è stata sottoposta all’azione
               degli agenti meteorici attraverso il processo chimico del carsismo che
               nel corso dei millenni ha contribuito notevolmente alla morfogenesi at-
               tuale creando doline, grotte sotterranee, inghiottitoi e gravine.
                  Notevole è stato anche il peso dei fenomeni tettonici che frammentaro-
               no considerevolmente la piattaforma calcarea Appula e, attraverso faglie pa-
               rallele alla catena appenninica, generarono vistosi gradoni verso la Fossa
          Anno
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               Bradanica ed il mare Ionio e diversi ripiani a scarpate verso il mare Adriatico.
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