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Danni alluvionali in Puglia: non dimentichiamoci della difesa del suolo


               Le altitudini maggiori si registrano sull’orlo meridionale che da nord-
            ovest si dirige verso sud-est. Troviamo Monte Scorsone (668 m) in agro
            di Minervino Murge, Monte Caccia (679 m) e Torre Disperata (671 m)
            in agro di Spinazzola, Serra Focaia (672 m) e Murgia di Lamapera (668
            m) in agro di Gravina in Puglia, Monte Castiglione (543 m) e Monte
            Belvedere (510 m) in agro di Altamura, Monte Jazzitello (514 m) in agro
            di Santeramo in Colle, Murgia Fraggennaro (434 m) in agro di Gioia del
            Colle e Monte Orimini (521 m) e Monte Trazzonara (425 m) in agro di
            Martina Franca.
               Per effetto di questa disposizione altimetrica i compluvi idrici che si
            dirigono verso il mare Adriatico, avendo una pendenza media lieve,
            scorrono dolcemente e, prevalentemente, assumono la forma di
            “Lame”; i corsi che degradano verso la Fossa Bradanica ed il mare
            Ionio, con pendenza accentuata, invece, diventano più ripidi ed imper-
            vi. Questi, passando bruscamente in poco spazio dalla quota media di
            350 m a quella di 100-150 m, assumono la denominazione di
            “Gravine”: particolarmente maestose per il grado di incisione sono
            quelle di Castellaneta, Laterza e Matera.
               Il salto cinetico di oltre 200 m, unitamente al gran numero di gravine
            che solcano il bacino idrografico e che convogliano l’acqua in un’unica
            asta, sono gli elementi basilari che più preoccupano e che mettono in sta-
            to di insicurezza il regime idrografico del fiume Lato. A queste caratteri-
            stiche si devono aggiungere i bassi tempi di corrivazione delle acque che,
            nel caso del torrente Picone sull’Adriatico, si aggirano intorno alle otto
            ore, mentre nel caso del fiume Lato è sicuramente ancora più ridotto.
               Il regime pluviometrico nei bacini di alimentazione può non avviar-
            si in superficie se la precipitazione è di lieve entità, ma può avere porta-
            te considerevoli e preoccupanti quando l’acqua gravitazionale è abbon-
            dante. Nella parte alta del promontorio, dove scarsa è la presenza di bo-
            schi, l’acqua in esubero, senza alcun impedimento, anzi favorita dai dis-
            sodamenti realizzati in diverse epoche e dalla pendenza dei terreni, ali-
            menta i reticoli idrografici sottostanti creando situazioni di difficoltà ed  5
            alcune volte anche di pericolo.                                             n.
               È necessario tenere conto che negli ultimi decenni la strutturazione     -  II
            dei bacini idrografici è stata sensibilmente modificata dai fenomeni del
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