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La foresta e l’albero sacro: miti e ritualità nelle culture africane


               alberi si animano: «Sono solo nella pianura e nella notte gli alberi inti-
               rizziti dal freddo stretti stretti gli uni agli altri. Sono solo nella pianura e
               nella notte e la disperazione patetica degli alberi abbandonati dalle fo-
               glie. Sono solo nella pianura e nella notte e sono io la solitudine dei pali
               del telegrafo lungo deserte strade». Una solitudine che si esprime, per il
               poeta africano, in un paesaggio che muta con il processo di urbanizza-
               zione e che perde la propria bellezza: gli alberi abbandonati dalle foglie
               lasciano apparire strade desertiche con i pali del telegrafo che trasfor-
               mano l’originario paesaggio.
                  L’albero sacro, nella cosmologia delle culture africane, oltre ad esse-
               re un abituale luogo di socializzazione dove vengono raccontati miti e
               leggende, ha una valenza religiosa anche per i riti d’iniziazione. Nel po-
               polo Akamba, che ha origine nell’Africa centrale ed è presente in
               Kenya, Camerun e Congo, gli iniziati vengono condotti sotto un albero
               sacro che di solito è un fico o un sicomoro che si trova lungo le rive di
               un fiume. Il rito sotto l’albero sacro simboleggia la visita ai morti-vi-
               venti e agli spiriti che vi risiedono: il richiamo agli antenati indica che i
               morti sono presenti tra i viventi.
                  Alberi mitici appaiono in molte storie africane: gli Herero credono
               che la vita sia generata dall’albero e che esso si trovi nell’Aldilà; per i
               Nuer e i Sandawe, gli uomini sono nati da un albero, mentre i Bambuti,
               Chagga e Meru raccontano dell’“albero proibito”, perché Dio vietò ai
               primi uomini di mangiarne i frutti e quando gli uomini infransero la vo-
               lontà divina, la morte giunse sulla terra e Dio si allontanò dal mondo.
                  Vi sono boschetti sacri e altri alberi come il baobab e il fico selvatico
               che sono associati a Dio, dove la comunità offre doni, sacrifici e pre-
               ghiere. Il baobab si trova nell’Africa tropicale e cresce nelle zone del
               Sahel, può raggiungere l’altezza di 25-30 metri ed una circonferenza di
               21 metri. Ha molteplici funzioni sociali perché sotto la sua ombra si
               riuniscono animali e uomini ed è un luogo di incontro e di sepoltura.
               Intorno a questo albero esistono molte leggende, ed è considerato un
               albero cosmico, perché sembra che tragga la sua forza dal cielo. Dalle
               foglie e dai frutti del baobab vengono estratte delle bevande ricche di
               vitamine. L’uso medicinale di questi estratti è molto diffuso nelle co-
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               munità per alleviare il dolore e curare alcune malattie.
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