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La salute delle città


               della medicina planetaria a quelli utilizzati per la diagnosi delle malattie

         FOCUS  dell’uomo. Il ruolo del medico diventa innanzitutto quello di prevenire
               la malattia, ancor prima di curarla, al fine di «vivere in piena salute il tem-
               po che ci è concesso. Allo stesso modo, la funzione di un buon medico
               planetario dovrebbe essere quella di convincervi dei vantaggi che deriva-
               no dal vivere bene con Gaia, di far sì che gli esseri umani si prendano
               cura di Gaia, o della Terra, come farebbero per il proprio corpo». 5
                  La teoria di Gaia postula che gli esseri umani si comportino come un
               microrganismo patogeno la cui presenza è avvertita come qualcosa di in-
               validante. In analogia a quanto accade per le malattie degli esseri umani,
               anche per le patologie di cui è affetto l’ecosistema planetario si prospetta-
               no quattro tipologie di prognosi: distruzione degli organismi patogeni in-
               vasori, infezione cronica, distruzione di chi ospita o simbiosi, vale a dire
               un rapporto duraturo di vantaggio reciproco per chi ospita e per l’organi-
               smo invasore. Nel domandarsi se gli esseri umani siano «veramente la
               specie prescelta da Dio, o soltanto l’evento più distruttivo nella storia
               biologica della Terra», Lovelock lancia un monito molto duro dichiaran-
               do, senza giri di parole, che «le regole di Gaia prevedono che gli organi-
               smi che influenzano negativamente il proprio ambiente non sopravvivo-
               no a lungo. In quanto esseri umani, faremmo bene a ricordarcelo». 6
                  Già nel 1972, il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di
               Boston commissionò al Club di Roma, un gruppo di 30 ricercatori pro-
               venienti da dieci Paesi differenti, la redazione di un rapporto che riesa-
               minasse i valori che hanno guidato lo sviluppo delle società occidentali
               nei due secoli precedenti. La pubblicazione del Rapporto I limiti dello svi-
               luppo ha segnato ufficialmente la nascita della questione ambientale. Il
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               Rapporto del MIT sottolinea la limitatezza delle risorse umane a fronte
               dei bisogni crescenti della collettività. Esso analizza le principali tenden-
               ze del sistema mondiale: crescita accelerata dell’industrializzazione; au-
               mento incontrollato della popolazione; sottoalimentazione diffusa; im-
               poverimento delle risorse naturali; degrado ambientale. L’allarme crea-
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               to dal Rapporto del MIT ha accentuato gli sforzi per stipulare accordi
               internazionali sul tema ambientale. Nello stesso anno di pubblicazione
               de I limiti dello sviluppo, ha luogo la Conferenza di Stoccolma, nel corso
          Anno
               della quale è istituito il Programma Ambientale delle Nazioni Unite
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