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velocemente le eventuali differenze tra piante/stazioni deperienti e altre con
maggiore produttività. Tutto questo a partire da attività di campo e rilievi su
singole aree e piante campione. Considerando le basi costruttive del modello,
infatti, le metodologie adottate risultano a tutti gli effetti adeguabili ai diversi
contesti di operabilità ovvero alle necessità e richieste di tutti quegli enti che si
occupano a vario titolo della gestione degli ecosistemi forestali nelle aree
protette. Sulla base di tali considerazioni si comprende come l’idea del modello,
adattabile in altri contesti e con altri indici, è quella di poter essere sviluppato ed
utilizzato in altre riserve gestite dal CUFAA. Ci si rivolge in particolare a quei
reparti che, su tutto il territorio nazionale, si occupano di pianificazione degli
interventi e gestione degli ecosistemi forestali, soprattutto alla luce delle future
sfide legate al cambiamento climatico e agli adeguamenti normativi, nazionali e
sovranazionali, del settore.
Bibliografia
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Deal. AIIA 2022. Lecture Notes in Civil Engineering, vol 337. Springer, Cham.
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