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Carota legnosa prelevata da una pianta campione


           a disposizione in rete ovvero con software open source non richiede particolari
           competenze  nel  settore  del  remote  sensing.  La grande potenzialità di  questo
           nuovo approccio risiede, quindi, nella capacità di restituire informazioni su larga
           scala,  a  partire  da  dati  puntuali  rappresentativi  del  popolamento  forestale
           oggetto di studio (BAI e NDVI). Tutto  ciò  contribuisce  a  ribadire  la  validità  in
           termini  di  efficacia   ed efficienza dello strumento e, di conseguenza, la sua
           completa applicabilità nei più diversi contesti operativi. Sono stati proposti e
           descritti in altre sedi, diversi spunti operativi sull’applicabilità del metodo, che
           potrebbero  diventare  stimolo  per  future  attività  di  monitoraggio,  utili  per
           l’ordinaria attività istituzionale dei Carabinieri Forestali. Tra questi:
           1.  Monitoraggio dei soprassuoli forestali nelle aree protette;
           2.  Sviluppo  di  un  manuale/protocollo  sulle  tecniche  di  monitoraggio  della
               funzionalità degli ecosistemi forestali;
           3.  Monitoraggio dei soprassuoli forestali a seguito di disturbi antropici connessi
               ad illeciti ambientali (es. incendi, inquinamento, tagli abusivi ecc.);
           4.  Monitoraggio dei progetti di ripiantumazione nelle aree protette;
           5.  Monitoraggio dei boschi vetusti;
           6.  Monitoraggio delle foreste urbane;
           7.  Monitoraggio degli alberi monumentali.
           In conclusione, la  principale  potenzialità  di questo approccio è individuata nella
           possibilità di monitorare un intero popolamento forestale ovvero di attenzionare



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